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SEZIONE CURATA DA: 

IZ8DWG BARISIELLO ONOFRIO - TUTOR RADIOASTRONOMICO

 IK7ELN LORUSSO GIOVANNI -  RICERCATORE I.A.R.A. iksetteeln@alice.it ik7eln@arimelfi.com

 


 

ICARA 2009

VI° CONGRESSO NAZIONALE DI RADIOASTRONOMIA AMATORIALE

Medicina (Bologna) 30 – 31 Ottobre, 1° Novembre 2009

 

*****

 

 

 

Presentazione

Con questo articolo si chiude, così, un anno ricco di straordinari eventi scientifici: le celebrazioni per i 400 anni dell'invenzione del cannocchiale di Galileo Galilei; i 100 anni dell'assegnazione del Premio Nobel di Guglielmo Marconi; ed i 40 anni dallo sbarco dell'uomo sulla Luna. Tre importanti appuntamenti con la storia che hanno caratterizzato il 2009. A tal proposito, va detto che, sono state davvero tante le iniziative promosse dalla comunità scientifica, dalle associazioni culturali., dagli istituti scolastici ed anche dalle associazioni radioamatoriali. Queste ultime, con l'attivazione di stazioni radio commemorative, di QSL speciali ed annulli filatelici. E' interessante notare che la genia di Galileo, di Marconi e dell'uomo che, per primo, pose il piede sulla Luna, destano ancora tanto fascino nell'uomo del terzo millennio, ormai circondato da tanti automatismi, azionabili con lo sguardo o, addirittura, con il pensiero. Insomma: un anno da ricordare!

 

 

Organizzato da I.A.R.A. Group e SdR Radioastronomia U.A.I., in collaborazione con il Centro Visite “M. Ceccarelli” - Istituto di Radioastronomia – Radiotelescopi “Croce del Nord”,

nel palinsesto delle Celebrazioni Galileane; del centenario del Premio Nobel di Guglielmo Marconi; e del 40° anniversario dello sbarco sulla Luna, si è svolto il VI° Congresso Nazionale di Radioastronomia Amatoriale “ICARA 2009”. La manifestazione, che ha visto la presenza di autorevoli relatori ed un folto pubblico, ma anche di un buon  numero di Radioamatori, è iniziata alle 14,00 di Venerdi 30 Ottobre 2009, con la Sessione Didattica e Divulgazione. Quindi, dopo il saluto delle autorità, la Dr.ssa Stefania Varano, ricercatrice presso l'INAF - IRA di Medicina ha trattato il tema: Svelare l'invisibile: a caccia di onde radio.  Nella sua relazione, la Dr.ssa Varano ha informati i presenti nella sala convegni circa i sistemi di ricerca utili a catturare le radio sorgenti presenti nell'Universo. Dopo il coffe-breack e la visita guidata alla stazione radioastronomica di Medicina, ha fatto seguito la relazione del Dott. Giuseppe Pupillo, del Prof. Mario Sandri, del Prof. Enrico Stomeo, e del Dott. Salvo Pluchino, docenti dei corsi di formazione di Tutor Radioastronomico che si sono svolti presso l'Istituto di Radioastronomia di Medicina, ed ai quali, hanno partecipato anche alcuni  Radioamatori. I docenti, a turno, hanno riportato i traguardi conseguiti dagli alunni, ed, in modo particolare, dai Radioamatori, comunque già preparati sulla materia trattata. Inoltre, il Dott. Sandri, ha evidenziato come è possibile eseguire una mappa radio della Via Lattea, avvalendosi di ricevitori amatoriali connessi ad una normale antenna parabolica. Mentre, il Dott. Jader Monari, radioastronomo presso i radiotelescopi di Medicina, ha mostrato al pubblico presente come è possibile ricevere gli impatti meteorici nell'atmosfera terrestre, utilizzando un semplice ricevitore sintonizzato con l'eco-radar di Graves (Francia) in VHF , collegato ad una antenna collineare VHF ed a un P.C.  Un ulteriore pausa, ha permesso ai partecipanti di visitare l'interessante museo della radioastronomia sito nel Centro Visite “M.Ceccarelli”. La prima giornata del convegno si è conclusa con il cineforum “The Disch”, commentato a cura di Marta Burgay, ricercatrice presso l'osservatorio astronomico INAF di Cagliari. La Dr.ssa Burgay ha relazionato ai presenti il contenuto del documentario, informando loro che, quanto stavano osservando, si riferiva ad un episodio realmente accaduto, durante lo sbarco sulla Luna, presso il radiotelescopio  di Parkes (Australia). Sabato, 31 Ottobre, i lavori del congresso si sono aperti con la Sessione Ricerca – Universo vicino: Sistema Solare. Al tavolo dei conferenzieri: il Dott. Giuseppe Pupillo, radioastronomo INAF – IRA con la conferenza intitolata “Astronomia Radar”; ovvero l'uso di due antenne, situate in due località diverse, che puntano lo stesso oggetto celeste, incrociando, quindi, il loro fascio beam, tale da creare un trasmettitore ed un ricevitore a lunga distanza: un radar bistatico. Si sono avvicendati, poi, il Prof. Mario Sandri, il Prof. Giovanni Aglialoro (iV3.GCP) ed il Prof. Massimo Devetti (iV3.NDC), relazionando sul tema: Studio dell'attività radio delle Liridi nel 2009. I tre docenti hanno mostrato al pubblico i dati raccolti nel corso dell'anno, relativi all'attività di questo interessante sciame meteorico, confrontandoli con quelli degli anni precedenti. Interessante la relazione del Dott. Salvo Pluchino,

 radioastronomo e coordinatore nazionale di IARA Group, che ha riguardato le radio occultazioni dei satelliti Medicei. A chiudere la sessione Universo vicino, hanno provveduto il Dott. Paolo Tortora ed il Dott. Alberto Graziani, entrambi docenti presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna, con la relazione dal titolo: Esperimenti di radio scienza con sonde interplanetarie. I lavori del congresso sono proseguiti dopo pranzo con la Sessione di Ricerca Universo Lontano: Astrofisica Galattica ed Extragalattica. E, qui, l'interesse dei radioamatori presenti in sala si è fatto più attente, perchè l'argomento trattato dal Dott. Salvo Pluchino è stato “Osservazioni amatoriali di Virgo A in banda HF”. Il Dott. Pluchino ha, così, spiegato dettagliatamente come, con un normale apparato radioamatoriale  è possibile riceve una radio mappa della Galassia M.87 Virgo A. Mentre il Prof. Jan Brand ha  lungamente parlato della Formazione Stellare, del loro processo evolutivo, delle forme di cannibalismo stellare e della morte di una stella (Supernova). Accolta da un lungo applauso, la Dr. Yasmin Walter,

in rappresentanza dell'ERAC _ European Radio Astronomy Club, con sede a Mannheim (Germania), alla quale è affiliata anche IARA Group, dopo aver rivolto ai presenti il saluto dell'ERAC, ha presentato la relazione “The Multiwavelenght Galatic Center”. La Dr.ssa Yasmin Walter, avvalendosi di suggestive immagini, ha riportato ai presenti  i risultati scientifici ottenuti dalle sonde Chandra  e Spitzer, che hanno osservato il centro della Via Lattea, rispettivamente nei Raggi X e nell'Infrarosso.  Ultimo relatore della sessione Universo lontano, il Dott. Karl Heinz Macck con la relazione “Evoluzione delle radio galassie e struttura dei nuclei attivi galattici, radioastronomo INAF – IRA. Dopo il cofe-breack, i lavori sono proseguiti con la Sessione Ricerca: Astrobiologia. In apertura: la relazione del Prof. Giuseppe Galletta del Dipartimento di Astronomia di Padova, intitolata “Contatti con le civiltà aliene: il messaggio che non cè”. Un'ampia panoramica, da parte del Prof. Galletta, sui vari messaggi inviati nello spazio attraverso le sonde interplanetarie e  radio segnali, senza che, fino ad oggi, fosse giunta risposta alcuna. Il Prof. Cesare Guaita, nella sua relazione “Condriti carboniose studiate al SEM”, ha evidenziato il sistema di osservazione di queste particolari meteoriti, con l'ausilio del microscopio elettronico a scansione. Mentre il Prof. Michele Mazzuccato del Gruppo Astrofili Castiglionesi M.1, di Castiglione dei Pepoli (Bologna), ha illustrato il Progetto Stardust@home relativo alla missione della sonda Stardust, lanciata il 7 Febbraio 1999 dal Kennedy Space Center, con lo scopo di raccogliere polvere stellare, avvalendosi di un sistema di raccolta a base di aereogel, e rientrata sulla Terra il 15 Gennaio 2006 con il suo prezioso carico di materiale celeste. Di seguito, la Dr.ssa Emma Salerno, radioastronoma INAF – IRA, la quale ha ampiamente parlato del progetto SETI svolto con il radiotelescopio “Croce del Nord” di Medicina. A chiusura della sessione Astrobiologia, la Dr.ssa Daniela Dallacasa, del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Bologna, con l'argomento: “Segnali dal Cosmo”. Una importante trattazione sulla possibilità di eventuali segnali provenienti dall'Universo, anche di natura biologica, e come potrebbero essere interpretati, maggiormente oggi, tenuto conto della scoperta di altri pianeti appartenenti ad altri Sistemi Solari della nostra Galassia. Particolarmente interessante è stata la Sessione Strumentazione che si è svolta Domenica, 1 Novembre. Tra i relatori: Roberto Crippa e Giuseppe Savio, astrofili  della Fondazione Osservatorio Astronomico FOAM 13 che hanno presentato il progetto del complesso di Radioastronomia in in fase di realizzazione, nella loro struttura. Di seguito, l'esperimento condotto da i4.BER Goleardo Tomasetti,

 il quale, avvalendosi di un trasmettitore ed un ricevitore a microonde, posizionati l'uno di fronte all'altro, interponendo nel mezzo alcuni pannelli realizzati con diverso materiale, ha dimostrato ai presenti come le onde elettromagnetiche riescono ad attraversare o meno il materiale frapposto fino a raggiungere il ricevitore. Attesissima, sopratutto dai Radioamatori presenti, la relazione del Prof. Alberto Manni,

 della Fondazione Guglielmo Marconi, con  la relazione “Guglielmo Marconi: dalla geniale intuizione al Premio Nobel”. Nella sua allocuzione, il Prof. Manni ha ripercorso a grandi linee, tutta la vita di Marconi, i suoi esperimenti, le sue invenzioni, i suoi successi, culminati nell'assegnazione del Premio Nobel. Una interessante rievocazione della vita del  grande scienziato italiano, padre dei Radioamatori, evidenziata da suggestive immagini proiettate in sala. Alla chiusura dei lavori hanno provveduto l'Ing. Stelio Montebugnoli, direttore dell'Istituto di Radioastronomia di Medicina ed il Prof. Roberto Fanti. Entrambi hanno ricordato la figura di Marcello Ceccarelli, il primo radioastronomo che realizzò la stazione radioastronomica “Croce del Nord”; i lusinghieri successi ottenuti grazie a questo favoloso impianto, capace di scandagliare fino ai confini dell'Universo; e con “l'orecchio sempre teso” alla ricerca di eventuali segnali radio di natura extraterrestre (Progetto S.E.T.I.).  Inooltre, l'Ing. Montebugnoli Ing.Stelio Montebugnoli

ha informato i presenti sugli ambiziosi progetti in corso d'opera, tra questi: lo S.K.A. Square Kilometer Array, il radiotelescopio di nuova generazione, costituito da un buon numero di antenne paraboliche in configurazione array. E, quale omaggio alla “Croce del Nord”, l'Amministrazione delle Poste ha provveduto all'annullo filatelico dedicato all'Anno Internazionale dell'Astronomia, apposto sulle speciali cartoline del Radiotelescopio per suggellare l'opera meritoria che, grandi uomini, hanno realizzato nel corso della loro vita. Ma, il 2010 non sarà da meno, perchè l'ONU e l'UNESCO hanno già proclamato il 2010 Anno Internazionale della Biodiversità; ed, ancora una volta, a rispondere all'appello degli eventi scientifici e la Ricerca. Sopratutto da quando sono stati scoperti oltre quattrocento pianeti extrasolari (Esopianeti); la, dove, potrebbero essersi sviluppate forme di vita biologica (Esobiologia) e quindi, eventuali varietà di vita (Biodiversità). Una grande sfida con il futuro dove, ancora una volta, l'uomo è chiamato ad esprimere le sue capacità, la sua genia; la stessa, dimostrata da Galileo, da Marconi e dagli astronauti dell'Apollo 11. 

 

 

                                                                                                  di iK7.ELN Giovanni Lorusso

 

 

 

 

 

L'Anno dell'Astronomia si è chiuso ufficialmente il 9 e 10 Gennaio a Padova con la cerimonia “Beyond 2009” che ha coinvolto oltre 200 astronomi; storici; filosofi della scienza; diplomatici e rappresentanti dell'industria provenienti da tutto il mondo; e con una settimana di eventi a tema astronomico dedicati alla città. L'Anno Internazionale dell'Astronomia è stato celebrato in 148 Paesi.

 

 


 

2009 ANNO INTERNAZIONALE DELL'ASTRONOMIA

A distanza di 400 anni dalla scoperta del Cannocchiale di Galileo, l'ONU e l'UNESCO hanno proclamato il 2009 Anno Internazionale dell'Astronomia. Tante le iniziative da parte della Comunità Scientifica, delle Scuole e delle Associazioni Culturali. Dunque, un anno ricco di emozioni. In allegato il logo ufficiale dell'evento scientifico; mentre sul sito  www.astronomy2009.it  un interessante filmato di presentazione dell'evento intitolato IYA2009:il trailer.




2009 Anno Internazionale dell’Astronomia

…non basta guardare, bisogna guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono....

                                                              ......Galileo Galilei

 

UN NUOVO UNIVERSO

 

Presentazione

Sono trascorsi 400 anni da quando Galileo inventò il Cannocchiale (oggi Telescopio)  facendo sorgere, così, l’alba della scienza. Le osservazioni astronomiche di Galileo, effettuate con quel rudimentale strumento, che lui volle chiamare Cannone-Occhiale, mostrarono le bellezze del suolo lunare (i crateri, le catene montuose degli Appennini lunari, i mari di lava); il suggestivo aspetto maculare della superficie del Sole; la maestosità del pianeta Giove e delle sue lune (Europa, Io, Callisto, Ganimede); scoperte, che lui volle dedicare alla nobile famiglia de’Medici di Firenze, riportandoli nel suo manoscritto Sidereus Nuncius come satelliti Medicei. Sono ben note le vicissitudini che Galileo attraversò con la Santa Sede, rischiando addirittura il rogo a causa delle sua teoria Eliocentrica; ma, sebbene siano trascorsi quattro secoli dalla sua grande genia, le sue scoperte, oggi, rappresentano il pentagramma dell’odierna ricerca astronomica. Partendo, quindi, dall’Universo galileano, l’Homo Tecnologicus del nuovo millennio corre, spedito, alla ricerca di un Nuovo Universo, al di fuori del nostro Sistema Solare, della nostra Galassia. Vuole essere questo, un contributo al Padre della Scienza che, sfidando le avversità dei tempi non ancora maturi, volle dimostrare la esattezza delle sue teorie.

 

Fino ad un secolo fa, gli scienziati ritenevano che l’Universo fosse racchiuso nella nostra Galassia: La Via Lattea; ma, nel corso del XX secolo, la ricerca ha fatto passi da gigante. Infatti, grazie a potenti telescopi sparsi in varie parti del mondo e grazie ad una impressionante flotta di sonde interplanetarie, gli scienziato hanno potuto accertare l’immensità dell’Universo.

Un maggior contributo poi, è pervenuto dal telescopio spaziale Hubble Space Telescope, il quale, posizionato al di sopra dell’atmosfera terrestre, è riuscito ad osservare stelle di prima generazione di circa 14 miliardi di anni addietro, ovvero: appena dopo il Big Bang. Sensazionale fu la scoperta di Albert Einstein, che nel 1905 formulò la teoria della relatività ristretta, nella quale enunciò che, la distanza, il tempo e la massa, non sono assoluti (equazione fisica E=m.c2). Successivamente, nell’anno 1907,dopo una intuizione che lui definì “il pensiero più felice della mia vita”, elaborò la teoria della relatività generale. Infine, nel 1916, pubblicò la sua opera mettendo in relazione la gravità, lo spazio ed il tempo (concetti già galileani). Tuttavia, Einstein era convinto che l’Universo fosse statico ed incorruttibile; ma, l’astronomo americano Edwin Hubble, (che ha dato il nome al telescopio spaziale), nell’anno 1929, dimostrò che l’Universo è in espansione. La convizione di Hubble nacque dopo aver osservato la Nebulosa di Andromeda, una formazione di nube gassosa e polvere protostellare, distante un milione di anni luce dalla nostra galassia, il cui diametro è “soltanto” di 100.000 anni luce; la quale, man mano che ne calcolava la distanza, si allontanava dalla Via Lattea ad una velocità incredibile (Teoria del Redschift), unitamente alle altre galassie che popolano l’Universo. Da queste sue osservazioni, Hubble dedusse che al’inizio l’Universo  era più piccolo e più compatto di quello attuale, avvalorando, così, la teoria del Big Bang, (l’esplosione che, circa 14 miliardi di anni fa, diede origine all’Universo). A confermare l’esattezza di questa teoria, fu l’ingegnere Karl Jansky, il quale, incaricato dalla Bell Telephone Laboratories di accertare l’origine di disturbi di natura ignota che interferivano con le radiocomunicazioni commerciali  a lunga distanza, avvalendosi di potenti  antenne, scoprì un intenso rumore di fondo omnidirezionale, proveniente dal centro galattico (la Costellazione del Sagittario) e da ogni direzione della Via Lattea. Ebbene, quel rumore costante scoperto dall’ingegner Jansky era La Radiazione Fossile; cioè: il residuo relativo al boato cosmico dell’esplosione evvenuta 14 miliardi di anni prima a causa del Big Bang. E’ fu così che nacque la Radioastronomia, una disciplina scientifica che si avvale di enormi sistemi di antenne, connesse a sofisticati ricevitori radio, capaci di scandagliare l’Universo profondo per osservare gli oggetti celesti nella riga della banda radio dello spettro elettromagnetico. Di qui, poi, il progetto SETI (Search Extra Terrestrial Intelligence), che vede i Radioastronomi, ma anche i Radioamatori (Radioastrofili) impegnati nell’attività di ricerca di altre forme di vita nell’Universo; in modo particolare in questo millennio, caratterizzato dalla scoperta di oltre 350 esopianeti (Exoplanets), appartenenti al altri sistemi solari di altre galassie. Per questo programma di ricerca sono state lanciate due sonde interplanetarie: il satellite New Orizon, che raggiungerà i confini del nostro sistema solare, oltre la fascia di Kuiper (la regione al limite del nostro sistema solare, caratterizzata dalla presenza di Planetoidi, ovvero di Nanopianeti) per studiare da vicino la Nube di Oort (la nube genitrice delle Comete); ed il satellite Keplero destinato a viaggiare nel Cosmo per visitare i pianeti extrasolari di recente scoperta. Sicuramente un lungo viaggio che entrambi i satelliti dovranno affrontare, ma, che, sicuramente, apriranno nuovi scenari di nuovi mondi. Ma, noi siamo gli unici abitanti dell’Universo? Questa è una domanda che l’uomo si pone da sempre; e cioè, da quando, circa 4,7.miliardi di anni fa, il nostro pianeta fu forse “visitato” da una Cometa portatrice di elementi vitali, utili ad innescare il processo della vita (Teoria della Panspermia), un enigma che, almeno per il momento, è ancora ben lontano dalla  soluzione. Tuttavia, quell’ottica intubata utilizzata 400 anni fa dal grande maestro Galileo, precursore della ricerca astronomica, è stata determinante per spianare la strada verso il Nuovo Universo, quello dei giorni nostri; quello osservato dalle macchine icariane costruite dall’uomo ed inviate a milioni di chilometri distanti dalla Terra, che, giorno dopo giorno, ci inviano suggestive immagini di oggetti celesti, fino ad ora sconosciuti, che popolano le gelide profondità dello Spazio, verso una comprensione più completa dei processi di formazione delle stelle. Corpi celesti come: galassie, nebulose, ammassi stellari, buchi neri, sebbene distanti milioni di anni luce, grazie alle immagini inviate dai satelliti, sono, ormai, di nostro conoscenza. Ma, questo non è ancora sufficiente per capirne la dinamica della loro genesi e della loro esistenza, occorrerà avvicinarsi per studiarne da vicino le loro caratteristiche. Così come è necessario capire fino a quando l’Universo si espanderà; o, se, terminata la forza di espansione, si ritrarrà collassando su se stesso (Teoria del Big Crunch). Quindi, sono davvero tante le domande che aspettano una risposta; per cui occorre ripartire per scoprire meglio il Nuovo Universo, magari ricominciando dal satellite a noi famigliare: la Luna. Ed infatti sono già pronte per il lancio le nuove macchine volanti, capaci di trasportare sulla Luna più uomini e più materiale, per rimettere il piede la dove, nel lontano 20 Luglio 1969, il primo uomo che sbarcò, pronuncio la storica frase: “Un piccolo passo per l’Uomo, un grande passo per l’Umanità.” 

                                                                                                         di iK7.ELN Giovanni Lorusso  

 

 


 

2009 ANNO INTERNAZIONALE DELL'ASTRONOMIA

XXVII CONGRESSO REGIONALE DI ASTRONOMIA

Meeting degli Astrofili pugliesi

Tiggiano (Lecce) 24, 25 Ottobre 2009

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Presentazione

sono trascorsi ben 27 anni da quando, un gruppo di Astrofili della Puglia, decise di riunirsi per discutere e confrontare le loro esperienze, vissute dietro un telescopio o un binocolo astronomico. Nacque, così, il primo Meeting degli Astrofili Pugliesi; un incontro itinerante che, nel corso degli anni, ha toccato varie parti della Puglia, coinvolgendo sempre più appassionati di questa disciplina, ma, anche sedi universitarie e centri di ricerca, sparsi sul territorio. Da qualche anno, poi, si sono affiancati anche i Radioamatori che, con i loro progetti di ricerca, hanno maggiormente rafforzato l'interesse per la ricerca scientifica. Ma, questa 27^ edizione è stata particolarmente vissuta dai partecipanti, perchè ha avuto luogo in una piccola cittadina del Salento, venuta tristemente alla cronaca il 17 Settembre 2009, quando, un vile attentato, tolse la vita ad alcuni ragazzi della Folgore in missione di pace a Kabul (Afganistan), tra cui, anche il Caporal Maggiore Davide Ricchiuti di Tiggiano. In sua memoria, il sindaco, Ing. Antonio Morciano, e tutta l'Amministrazione Comunale, hanno voluto che i lavori del 27° Congresso, si svolgessero nel Comune di Tiggiano.

 

 

 

Tiggiano, le cui notizie storiche affiorano a fine del XIII sec., è un piccolo centro del Basso Salento, a pochi Km da Santa Maria di Leuca, l'estrema punta del Suolo Italico, il 24 e 25 Ottobre 2009, si è animato, ancora una volta, ma per ospitare i partecipanti al 27° Congresso Regionale di Astronomia, che ha avuto luogo nella sala conferenze del Comune, un antico castello fatto erigere a metà del XVII sec. dalla famiglia Serafini Sauli, baroni del casale e del feudo tiggianese. Il Convegno, organizzato dal C.R.A. - Centro Ricerche Astronomiche “Isacco Newton” di Lecce www.cralecce.net  in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell'Università di Lecce ed il Comune di Tiggiano, ha visto la partecipazione di numerosi Astrofili e Radioastrofili, provenienti da varie parti della Puglia, ma anche da Regioni limitrofe. La manifestazione, dopo il messaggio di apertura da parte del Direttore del C.R.A. Di Lecce, Dott. Giovanni Maroccio ed il saluto del Sindaco di Tiggiano, ha avuto inizio il Sabato 24 Ottobre, con la relazione del Prof. Sergio Fonti, docente presso l'Università del Salento, intitolata “La ricerca della vita extraterrestre”. Alla presenza di un vasto pubblico presente, tra cui, molte scolaresche, il Prof. Fonti, avvalendosi di suggestive immagini fotografiche, ha trattato un argomento attuale: i pianeti extrasolari di recente scoperta e l'eventuale presenza di forme di vita biologica. A seguire, la relazione “Comete, Meteore e Meteoriti” del Dott. Vito Lecci, direttore del Parco Astronomico Sidereus Nuncius di Salve (Lecce) www.sidereus-nuncius.info il quale, ha mostrato le immagini ed il materiale meteorico impattato sulla Terra e da lui raccolto, spiegandone le varie fasi (surriscaldamento in atmosfera, ablazione, sublimazione e esplosione in quota o impatto al suolo) di ogni oggetto celeste che entra nell'Atmosfera terrestre. Domenica, 25 Ottobre, la 2^ sessione del convegno si è aperto con la relazione del Prof. A. Blanco, direttore del Dipartimento di Fisica dell'Università del Salento di Lecce. Il Prof. Blanco ha riportato ai presenti in sala i molteplici progetti di ricerca in atto da parte del Dipartimento di Fisica di Lecce, svolti in collaborazione varie Università degli Stati Uniti e con il J.P.L. - Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (USA), dove, l'Università di Lecce, collabora attivamente nel Progetto Marte. Ha fatto seguito la relazione di iK7.FMO Riccardo Giuliani, presidente del gruppo di ricerca astronomica A.D.I.A. di Polignano a Mare (Bari) www.adia.3000.it con la relazione “Radio Giove,  Realizzazione di una Webradio per l'ascolto in remoto del campo magnetico di Giove”. Riccardo Giuliani, iK7.FMO, esperto Radioastrofilo  e ottimo conferenziere, collaborato dal socio SWL/i7. Giuseppe Cisternino, ha informato il pubblico molto attento, tra cui, anche un buon numero di radioamatori, che questo suo progetto è stato realizzato con l'installazione di un ricevitore radio a larga banda, connesso ad una serie di antenne, risonanti su varie frequenze, gestito da un computer e relativo server, il tutto collocato nel Comune di Casamassima (Bari), al quale, previa autorizzazione, è possibile collegarsi in remoto per ricevere i segnali del campo magnetico di Giove. Alla fine della sua relazione, iK7.FMO Riccardo, inevitabilmente, è stato letteralmente circondato dai radioamatori presenti al convegno, i quali lo hanno bersagliato di domande, riguardanti l'aspetto tecnico del ricevitore  e le relative frequenze di ascolto! Molto applaudita anche la presentazione del libro “L'Universo nasce ed evolve” del Prof. Cosimo Distratis, direttore dell'osservatorio astronomico, meteorologico, botanico “Isac Newton” di Uggiano Montefusco – Comune di Manduria (Taranto) www.osservatorionewton.com  nel quale, il Prof. Distratis rafforza la convinzione della teoria del big-bang cosmico. Dopo la pausa pranzo, il convegno ha riaperto la sessione dei lavori con la relazione “Monsignor Candido” del Dott. Sergio D'amico, ricercatore presso l'A.S.A. - Associazione Salentina Astrofili “Edwin Hubble” di Campi Salentina (Lecce) www.astrofili.info Il Dott. D'Amico ha rievocato al numeroso pubblico presente, l'illustre figura di Monsignor Giuseppe Candido, padre gesuita e insigne sperimentatore. Monsignor Candido, nato a Lecce nel 1837, fu il precursore delle nuove tecnologie in uso ancora oggi. Infatti, a lui si deve l'uso degli interruttori e temporizzatori al mercurio, utili a manovrare campanelli e sistemi di allarme; il funzionamento automatico di orologi pubblici e l'accensione automatica dell'illuminazione pubblica (un esperimento che dimostrò alla presenza di Re Ferdinando II° di Borbone, in visita a Lecce). Esperimenti e tecnologie che Monsignor Candido condusse fino a tarda età, all'inizio del 1900. Monsignor Giuseppe Candido, morì ad Ischia nel 1906, lasciando in eredità molti automatismi che, nel tempo, ornarono la barocca città di Lecce. Molto seguita anche la relazione di Giuseppe Zuccalà: “ Ultimi Lavori di software e gnomonica”, socio dell'A.B.A. - Associazione Barese Astrofili, il quale, ha mostrato ai presenti la semplice realizzazione di alcuni orologi solari, avvalendosi di cartoncini o lattine di bevande vuote; ma, anche di grandi capolavori d'arte che affrescano le facciate delle opere pubbliche e religiose (l'invito è di visitare il suo sito per ammirare le opere da lui realizzate:  (http://web.tiscali.it/zuccalà.g/ )

Infine, è toccato a me (iK7.ELN Giovanni Lorusso) chiudere i lavori del Congresso, con la mia relazione “La Radio Astronomia nel Salento, progetti futuri”. Nel corso della mia relazione ho informati il pubblico presente che, nel corso degli anni, un numero sempre più crescente di radioamatori si è avvicinato a questa disciplina scientifica; e, che, in Italia, già da parecchio tempo, operano due gruppi di ricerca, svolgendo osservazioni in banda radio:  I.A.R.A. Group  Italian Amateur Radio Astronomy Group, con sede a Medicina (Bologna)  www.iaragroup.org  e U.A.I. * SdR – Unione Astrofili Italiani * Sezione di Ricerca Radio Astronomia  www.uai.it  Tali gruppi, infatti, organizzando corsi di formazione professionale per docenti ed alunni, presso l'Istituto di Radio Astronomia di Medicina, (sede del radiotelescopio Croce del Nord), ma  hanno aperto la partecipazione anche ai radioamatori, desiderosi di conseguire l'abilitazione di Tutor. Per cui, attraverso la figura del Tutor, la divulgazione di questa materia ha potuto raggiungere anche l'ambiente radioamatoriale, sempre interessato a progetti di ricerca e sperimentazione. Inoltre, ho informato loro che l'utilizzo delle proprie apparecchiature per ricevere il campo magnetico di Giove o di altre radiosorgenti galattiche; ma, anche le semplici emissioni solari, rappresenta una  ulteriore possibilità di sapere come gli oggetti celesti interagiscono con le radio comunicazioni.  Una foto di gruppo ed un cordiale saluto tra i partecipanti ha segnato la chiusura del 27° Congresso Regionale di Astronomia. L'appuntamento per il 2010 è a Polignano a Mare. Radioamatori non mancate!

 

                                                                                                          di iK7.ELN Giovanni  

 


 

 

IL SOLSTIZIO D'ESTATE

21Giugno 2009 – h.05:46 U.T

 

   

In passato, era consuetudine inserire nelle costruzioni religiose elementi architettonici  ispirati a modelli matematici ed astronomici. Infatti, il simbolismo cosmico si ritrova nelle costruzioni Assiro/Babilonesi; in quelle Egiziane; in quelle Ebraiche. Alcuni elementi architettonici, utili all'osservazione dei fenomeni astronomici, quali: il Solstizio d'Estate ed il Solstizio d'Inverno, erano stati inseriti anche nel tempio di Re Salomone, innalzato per suggerimento divino. Essendo il Tempio al centro del microcosmo locale, l'inserimento in essi di elementi costanti, cioè perenni, come gli eventi astronomici, lo rendeva più vicino a Dio. Questi capolavori di ingegneria astronomica si possono osservare in alcune chiese e antiche abbazie, abitate dai Padri Gesuiti, un ordine religioso da sempre votato allo studio dei fenomeni astronomici. Il più noto si trova nella cattedrale di Chartres (Francia); dove, il 21 Giugno, al mezzogiorno astronomico, quando il Sole è perfettamente sulla direttrice, attraverso un foro stenopeico  praticato su una vetrata della superba Cattedrale, penetra un solo raggio di sole e va a cadere sul pavimento, al centro della navata centrale. Il lavoro fu concepito con molta precisione, al momento della costruzione dell'opera religiosa francese, abbinando calcoli astronomici a quelli architettonici, per rendere possibile l'osservazione di un perpetuo moto del nostro Pianeta: Il Solstizio d'Estate.

 

 

                                                                  di iK7.ELN Giovanni Lorusso




 

12 Giugno 2009


EVENTO STRAORDINARIO:

SUPER BOLIDE ATTRAVERSA I CIELI PUGLIESI E LUCANI


bolide.jpg




                         


Venerdi, 12 Giugno alle ore 20:25 ora locale, il cielo della Puglia meridionale è stato attraversato da un enorme corpo celeste, classificato poi: Super Bolide. La grossa meteorite, probabilmente di natura carbonacea, è
entrata nell'Atmosfera Terrestre sulla radiale delle coste pugliesi, percorrendo una direttrice: sud Puglia, nord Calabria, sud Basilicata e centro della Campania. Nel corso del suo movimento vettoriale, per effetto di ablazione (surriscaldamento) il Super Bolide è esploso, producendo un  enorme bagliore, un grosso boato e frammentandosi in tre grandi pezzi e piccoli frammenti di varie dimensioni. A tal proposito, sono tutt'ora in corso ricognizioni da parte degli esperti per cercare di recuperare i corpi celesti impattati al suolo. Il fenomeno è stato osservato da un buon numero di persone che, attirati dai colori variopinti del Bolide in fase di ablazione, rivolgevano gli occhi al cielo stupefatti, convinti di essere testimoni di presenze aliene! Diverso il parere degli osservatori astronomici sparsi nel Salento, i quali, sono riusciti a catturare alcune immagini dell'evento di quella sera. E, qui, giova ricordare che, nel corso degli anni, il nostro Pianeta è stato più volte visitato da corpi celesti con orbita intersecante quella terrestre, lasciando cicatrici ben visibili sul territorio; tra queste, la più nota è: il Meteor Crater, in Arizona (U.S.A.). A questo, va aggiunto il pericolo che spesso corrono gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale e dello Shuttle, più volte colpiti da meteoriti di varia taglia e di varia natura. 







2009 Anno Internazionale dell'Astronomia

“Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono”

                                                     Galileo Galilei

 

 

Agli inizi del 2008, con un perfetto sincronismo, le macchie solari hanno invertito la loro polarità (Legge di Hale) legge di hale.jpgsegnalando l'inizio del XXIV Ciclo Solare; ma, per quanto riguarda le previsioni dell'intensità relativa all'attività solare, i pareri dei Fisici sono contrastanti. Infatti, i dati raccolti sin ad ora, come sempre, hanno diviso gli esperti; in quanto, una parte prevede un incremento maggiore del 50% rispetto al XXIII ciclo e l'altra parte stima un 40% in meno. Tuttavia, va detto che trattasi soltanto di previsioni, elaborate sulla base dei fenomeni solari in atto e consultando gli archivi storici dell'attività solare. Ma la nostra Stella è davvero imprevedibile, basti ricordare il ciclo tra l'anno 1645 ed il 1715, conosciuto come il "Minimo di Maunder", minimo di maunder.jpgquando il Sole, inaspettatamente, per ben undici anni, non mostrò un minimo di attività (macchie, flares protuberanze ecc.), modificando le condizioni meteorologiche sulla Terra, generando estati torridi ed inverni rigidi anche alle basse latitudini; un evento ricordato con l'appellativo di "Piccola Glaciazione". Altri fenomeni  bizzarri di un ciclo solare sono le Solar Storms (Tempeste Solari) le quali condizionano fortemente quanto avviene giornalmente sul nostro Pianeta. Attività come la distribuzione di energia elettrica, la navigazione aerea su rotte polari, la navigazione marittima, le comunicazioni satellitari e tutte le radiocomunicazioni, comprese quelle radioamatoriali, in presenza di una tempesta solare, possono essere messe a rischio di black-out anche per un lungo periodo. Nel 1989, un devastante Solar Storm distrusse i trasformatori di energia elettrica del Quebec (Canada), condannandolo all'oscurità per diversi mesi. Ma, entriamo nel dettaglio per capire come avviene una tempesta solare, capace di condannare al silenzio radio anche i più agguerriti Radioamatori. Innanzitutto occorre dire che, il Sole non porta sulla Terra soltanto luce e calore e cbrillamenti solari.jpghe per attività solare si intende l'emissione, variabile nel tempo, dal Sole e per tutto lo Spazio, del Vento Solare, di Particelle Energetiche, Raggi X e Onde Radio. Inoltre, va aggiunto che esistono varie tipologie di fenomeni solari che provocano disturbi alla attività umane: le Tempeste Geomagnetiche, le Tempeste di Radiazione Solare e i Black-Out Radio. Ed allora, passiamo in rassegna questi fenomeni di cui, il nostro amico Sole, si rende protagonista nel corso di un ciclo solare: le Tempeste Geomagnetiche sono perturbazioni del Campo Magnetico Terrestre prodotte dalle emissioni di plasma, espulso dalla Corona Solare (C.M.E. - Coronal Mass Ejection) attraverso i buchi coronali, capaci di raggiungere la Terra in circa diciotto ore, e, che, quando di forte intensità di protoni, particelle A, ed elettroni, dopo aver interagito con il Campo Magnetico Terrestre, producono guai seri alle centrali elettriche, disturbano la propagazione delle onde radio, inibiscono i sistemi di navigazione terrestre e satellitare, e, addirittura, confondono il flusso migratorio degli uccelli. Le C.M.E., muovendosi lungo le linee di forza del Campo Magnetico Terrestre (Cuspidi), sono anche all'origine di spettacolari aurore polari. Mentre, le Tempeste di Radiazione Solare (S.E.P. - Solar Energetic Particles) si riferiscono alla comparsa di elevati livelli di radiazione dei Raggi U.V. (Ultras Violet Ray) causati dall'eccessiva presenza del numero di particelle energetiche, che viaggiano a 300.mila Km/s (la velocità delle onde radio e della luce) e raggiungono la Terra entro pochi minuti. Gli effetti negativi di questa tempesta sono i disturbi alle comunicazioni, ai sistemi di navigazione satellitare e, soprattutto, un alto rischio per gli aerei che volano a quote elevate e per gli astronauti, in modo particolare se in missione extraveicolare. L'assorbimento di una dose abbondante dei nuclei atomici energetici può causare danni ai tessuti ed organi, causando le tipiche malattie da radiazione, fino alla morte. Infine, l'argomento che ci riguarda più da vicino è il Black-out Radio. La causa di forti disturbi e, a volte, di un lungo silenzio radio in H.F., è prodotto sulla Ionosfera da intense emissioni di Raggi X provenienti dal Sole (Solar X Ray), a seguito di fotosfera 10.jpgbrillamenti solari (Flares) di classi moto elevate. A tal riguardo, la NOAA - National Oceanic and Atmosferic Administration ha classificato i disturbi provocati dall'emissione di Raggi X di provenienza solare, stilando una scala di intensità, nella quale, una Solar X Ray Emission di tipo "M" o di tipo "X", rappresenta un segnale di allarme per questo tipo di eventi. Una coppia di satelliti, GOES e POES (Geostationary and Polar Operational Environmental Satellites) osservano costantemente l'attività solare nei Raggi X, pronti a segnalare forti brillamenti ed intense emissioni. E, qui, va aggiunto il prezioso contributo di Radioamatori e Astrofili che, avvalendosi delle loro attrezzature, segnalano agli Istituti di Ricerca le pericolose emissioni rilevate in banda radio e sullo spettro del visibile. Ebbene, con l'intensificarsi delle attività umane per scopi diversi, quali: la ricerca spaziale, la meteorologia, le telecomunicazioni, la difesa militare, la medicina; è diventato sempre più importante conoscere il comportamento, a volte dannoso, della nostra Stella. Attraverso questa nuova disciplina scientifica denominata Space Weather, la Comunità Scientifica è riuscita a mettere in guardia le donne dai danni provocati al seno dalla violenza dei Raggi U.V. ed ha schierato una flotta di "sentinelle solari" che, a distanza ravvicinata, osservano il Sole su varie lunghezze d'onda, inviando sulla Terra preziose informazioni. Ma, lo studio della meteorologia spaziale non si limita alla valutazione dei fenomeni solari, perché altri elementi concorrono ad arricchire la materia, quali: i Raggi Cosmici Galattici (Galaxies Cosmic Ray), causati dalle esplosioni di Supernove (esplosioni di stelle al termine della loro vita nell'Universo) provenienti dallo spazio profondo e che raggiungono la Terra, trasportando molta più energia delle particelle solari, per nostra fortuna, bloccata dal nostro campo magnetico e dall'atmosfera terrestre; ed i Lampi Gamma (Gamma Ray Burst) che sono tremende esplosioni di gas nucleare che avvengono nei Raggi Gamma e che rilasciano nell'Universo, enormi intensità di radiazioni. Al momento, questi fenomeni non trovano ancora una spiegazione scientifica, per cui sono ancora oggetto di studio; tuttavia, lasciano capire l'importanza che riveste lo studio della meteorologia spaziale, in modo particolare se indirizzato a migliorare le nostre capacità di prevedere eventi particolarmente energetici che potrebbero compromettere la nostra sicurezza. Attualmente, più che previsioni, solar energetic particles.jpgsi tratta di analisi probabilistica degli eventi; e, fu per puro caso che gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (International Space Station) scamparono alle devastanti radiazioni U.V. (S.E.P.) del 20 Gennaio 2005, perché, all'ultimo momento, annullarono una missione extraveicolare da effettuare al di fuori del laboratorio spaziale I.S.S.  Non da meno, avvenne il 6 Dicembre 2006, quando un enorme brillamento solare  generò un flusso di rumore in banda radio dieci volte superiore al normale, rilevato da tutte le stazioni radioastronomiche terrestri, sufficiente ad abbagliare tutti i ricevitori GPS dell'emisfero della Terra esposto al Sole. Ma, lo spettacolo più singolare del Sole, avvenne il 13 Dicembre 2006, quando una enorme C.M.E., raggiunse la Terra in due ondate, la prima tra le 12,00 UTC e le 18,00 UTC e la seconda nella notte del 14 Dicembre, provocando gravi danni ai computer di bordo ed ai pannelli solari di alcuni satelliti e causando un black-out radio che durò circa due giorni (in quel periodo, molti Radioamatori salirono sul tetto per controllare le antenne, convinti che fossero disconnesse dagli apparati radio). Quindi, fenomeni rilevabili anche con le apparecchiature amatoriali. A conclusione, che cosa ci riserva il XXIV Ciclo Solare? Al di la dei suoi capricciosi fenomeni, io mi auguro tanta buona propagazione su tutte le bande per chi svolge attività Dx.s e per chi svolge attività di ricerca. E, per chi desiderasse costanti aggiornamenti sull'evoluzione dei fenomeni che caratterizzeranno il 24° Ciclo Solare, può farlo consultando il sito di I.A.R.A. Group - Sezione di Ricerca Sole  www.iaragroup.org nella quale uno staff di ricercatori (per lo più Radioamatori) svolge osservazioni solari in banda radio; ed il sito dell'U.A.I. - Sezione Sole  www.uai.it  dove, un buon numero di Astrofili osservano il Sole in visibile. Buone vacanze al mare o in montagna e...attenti al Sole!










 LA COMETA LULIN
La Cometa Verde

Scoperta l'11 Luglio 2007 da Quanzhi Ye, ricercatore presso il Sun Yat-Sen University di Guangzhou - Cina e da Chi-Shang Lin dell'Istituto di Astronomia della National Central Universiti of Jung-Li Taiwan; la cometa Lulin, catalogata C.2007N3, è stata osservata la sera del 27 Febbraio 09, tra le 21,30 e le 23,00 locali, dai due telescopi Skylive  www.skylive.it  di Pedara (Catania), siti sulle pendici dell'Etna, mentre transitava nella Costellazione della Libra, a 60 milioni di Km dalla Terra. Le immagini riprese dai due telescopi remoti, la mostrano di color verde a causa di emissione di gas cianogeno e carbonio biatomico. Al momento, la Cometa Lulin ha perduto la classica coda formata da polveri e da gas, ma è ben visibile anche ad occhio nudo come un grazioso batuffolo verde. Per ulteriori approfondimenti www.corriere.it  nella rubrica Scienze. Nell'antica Cina, durante la dinastia Ming, le Comete venivano considerate oracolo inviato dagli Dei per annunciare buone notizie al Mandarino; oggi, sappiamo che le Comete sono palle di ghiaccio sporco e polvere protostellare, provenienti dalla fascia di Kuiper che si trova ai confini del nostro Sistema Solare. Cieli sereni. 73.s de iK7.ELN Giovanni. 



02 Marzo 2009
N.E.O 2009 ASTEROID DD45
 
alle ore 14,00 U.T., l'Asteroide 2009 DD45, classificato N.E.O. (Near Earth Object), con un diametro di 30 m., è passato radente alla Terra, a circa 60.000 Km., pari al 20% della diastanza Terra-Luna. Le immagini del transito ravvicinato al nostro Pianeta sono state riprese dallo Skylive Telescope del'Osservatorio Astronomico Grove Creek Observatory in Australia  www.skylive.it  gestito da Astrofili Italo/Australiani, con il consorzio dell'Unione Astrofili Italiani. A dare l'allarme al Minor Planet Center - Allert Center, in Inghilterra, hanno provveduto gli Astrofili Italiani, Inglesi, Russi ed Australiani, che in quel momento effettuavano osservazioni, utilizzando i 4 telescopi Skylive in configurazione array. Il filmato del transito ravvicinato è visitabile su Youtube.

13 Febbraio 2009
SUPER BOLIDE SU ROMA
alle ore 20:03:29 U.T., un Super Bolide, con magnitudine stimata -17, è esploso sui cieli della Tuscia, a 40 Km. a Nord/Est di Roma, tra i Comuni di Calcata e Rignano Sabino, provocando la caduta di frammenti in una vasta area circostante e generando un enorme bagliore, seguito da un forte boato. L'immagine in allegato del Super Bolide è stata ripresa con le due videocamere della stazione automatica di rilevamento del collega astrofilo Diego Valeri, il quale, Domenica, 15 Febbraio 2009, ha effettuato un primo sopralluogo sul posto, unitamente ai Carabinieri, per cercare di recuperare i frammenti caduti al suolo. Lo stesso Diego Valeri, sempre accompagnato dalle Forze dell'Ordine e da un buon numero di volontari, si recherà nuovamente sul luogo dell'impatto Domenica 22 p.v.  La notizia è stata immediatamente pubblicata sul Corriere della Sera del 19 Febbraio 2009 ed è visitabile sul sito: http://www.corriere.it  nella rubrica SCIENZE nell'articolo intitolato "Caccia al Meteorite" a cura di Franco Foresta Martin.




10 Febbraio 2009

La collega Valeria Alya Flacco di I.A.R.A. Group Milano - Sezione di Ricerca Giove - ci segnala un forte brillamento solare (Solar Burst) avvenuto la sera del 10/2/09, alle ore 18:02:33 U.T. sulla frequenza di 20.100 MHz (non lontano dalla banda radioamatoriale dei 15 metri) sviluppando una temperatura di circa 500 gradi Kelvin. I brillamenti solari sono improvvise esplosioni che avvengono al di sotto della superficie solare (Fotosfera) e creano enormi squarci sulla Fotosfera (Flares) con la fuoriuscita di Plasma Solare. Il diagramma riporta il fenomeno rilevato in H.F, dal Gruppo di Ricerca Radio Giove; mentre le immagini, riprese dal satellite SOHO, con il sistema di rilevamento E.I.T. (Extreme Ultra Violet Imaging Telescope) riportano il bagliore procurato dall'evento esplosivo, la sera del giorno 10, sulla frequenza di 171 Angstrom (color blu) e di 195 Angstrom (color verde); e le immagini del giorno 11, rilevate sempre sulle stesse frequenze, con il particolare ben visibile dello squarcio (color bianco), a pochi gradi sotto l'equatore solare, nell'emisfero sud del Sole. 73.s de iK7.ELN Giovanni











In occasione del pranzo sociale del 21 Dicembre 2008 "Natale in Associazione" Giovanni IK7ELN ci ha fatto questo stupendo regalo:

 

Tutta la sezione, tramite il ns. Presidente I8WWH Peppino ha ringraziato il nostro "ambasciatore" Giovanni ed il C.R.A. del Salento per lo splendido attestato ricevuto.

 

 

 


10 Gennaio 2009

UNA STELLA CHIAMATA SOLE

 di iK7.ELN Giovanni Lorusso

 

Presentazione

Abituati, ormai, alla frenetica vita di tutti i giorni, non dedichiamo più lo sguardo alle meraviglie dell’Universo, anche perché, l’inquinamento luminoso, presente in ogni città, non ci consente più di osservare la volta celeste. Eppure il Cielo è di tutti noi, patrimonio dell’UNESCO; e l’Astronomia è nata con l’uomo. E, per il credente, la Genesi, riportata all’inizio del Vecchio Testamento, rappresenta il primo trattato di Astronomia. A tal riguardo, il grande scrittore Carl Sagan ci ricorda che anche l’Uomo è frutto del Creato, perché le sue lacrime sono salate come l’acqua del mare! Dunque, qualcosa che ci appartiene e che si trova “appena” al di sopra delle nostre antenne radioamatoriali. Qualcosa di nostro che, se di gradimento del lettore, andremo a riscoprire insieme, partendoci dalla stella a noi famigliare, fonte di vita ed autore dei nostri radio collegamenti: Il Sole.

 

 

E’ opportuno, prima di entrare nel vivo dell’argomento, tracciare un breve profilo di questo corpo celeste, evitando, però, di appesantirlo con difficili formule e calcoli empirici. Pertanto, mi limiterò a riportare l’essenziale, rendendo meno tediosa al lettore, la materia scientifica. Il Sole, dunque, la nostra stella, distante dalla Terra 150.milioni di Km., pari ad una U.A. (U.A.  è acronimo di Unità Astronomica, e rappresenta l’unità di misura per i calcoli astronomici). Si, perché il Sole non è un pianeta ma una Stella del diametro di 1.392.000 Km., ovvero 109 volte più grande del diametro della Terra, composto per il 73% di idrogeno, per il 25% di elio e per il rimanente 2% di elementi pesanti. Quindi: una palla di idrogeno, che ruota su se stessa in circa 28 giorni e con una temperatura alla superficie (fotosfera) di circa 5800° K (5800 gradi Kelvin), da dove, essenzialmente, ci proviene la luce solare e dove si formano le “macchie solari”;

con una cromosfera (è quel sottile strato rossastro della superficie,  dovuto all’emissione dell’idrogeno sotto forma di lingue di fuoco chiamate protuberanze, già osservate da G.Galilei nel lontano 1610), la cui temperatura è di 50.000 °K; ed, infine, con la corona solare, che circonda la cromosfera, e che si presenta come una aureola argentata, con una temperatura di 1.500.000 °K. A questo punto è facile pensare di quanti gradi è formato il Core (il Core è il nucleo centrale del Sole). Sono davvero tanti! Basti pensare che il Sole brucia circa 600 quintali di idrogeno al secondo, trasformandoli in elio (fusione termonucleare), di cui, una parte viene espulsa attraverso i buchi coronali sotto forma di vento solare che viaggia nell’Universo, mediamente a circa 800 Km al secondo, portando con se protoni e neutroni, i quali, dopo aver raggiunto gli strati alti della nostra atmosfera, interagiscono con gli elementi che la compongono, ionizzandone i vari strati e consentendo la riflessione delle onde elettromagnetiche, e cioè: il fenomeno della Propagazione. Ma di questo, parlerò più dettagliatamente, in seguito. Per il momento ci basti sapere che il Sole è un “caro amico”, in quanto, oltre a garantire la nostra esistenza, è l’artefice principale dei nostri collegamenti radio. A quanto detto fin qui, va aggiunto che il Sole, nonostante la sua grandezza, è classificato una stella di dimensioni mediocre (una nana gialla) con una vita di circa 10.miliardi di anni, di cui,  5.miliardi già consunti ed altri 5.miliardi da vivere, fin tanto che dura la fusione termonucleare. Poi, quando il Sole avrà bruciato tutto il suo combustibile (l’idrogeno), se Qualcuno dall’Alto non provvede a rifornirlo, avverrà l’Apocalisse, perché la forza di radiazione, che tende a espellere la massa di un corpo celeste, avrà il sopravvento sulla forza di gravità che tende a tenere unita la massa del corpo celeste; per cui, il Sole si espanderà per tutto il sistema solare, distruggendo Mercurio, Venere, la Terra, Marte. Giove, Saturno, ecc. ecc. Poi, quando la forza di radiazione avrà esaurito la sue energia, sarà la volta della forza di gravità che scatenerà una inaudita forza di contrazione tale da ridurre la nostra Stella ad una nana bianca, fino a culminare in un buco nero. Queste leggi, in equilibrio tra loro, governano l’Universo; e, se l’uomo vuole conservare la sua specie deve, necessariamente, trasferirsi altrove. Naturalmente, questo, ci fa capire che le stelle sono candele nucleari che brillano nel cielo notturno e che nascono e muoiono come ogni abitante del Creato. Adesso, lasciamo il Sole a svolgere il suo delicato incarico e ritorniamo sulla Terra, per meglio capire che cosa avviene negli strati alti della nostra Atmosfera. Precedentemente, ho già dato un accenno all’emissione di plasma e di vento solare “sparato” dal Sole in ogni direzione dell’Universo, quindi, anche verso il nostro Pianeta. Per nostra fortuna, la Terra è circondata da una specie di scudo spaziale: l’Atmosfera, la quale, non lascia passare tutte le radiazioni cosmiche, tanto meno le radiazioni solari (raggi X; raggi Gamma, raggi U.V. ecc), altrimenti sulla Terra non ci sarebbe formata la vita.

Di pari, l’Atmosfera terrestre si oppone alle radiazioni solari che il vento solare trasporta verso la terra (protoni, neutroni, elettroni); anche se, va detto che, qualche lunghezza d’onda dello spettro elettromagnetico, in modo particolare i raggi U.V., riescono a penetrare gli strati atmosferici e raggiungono la Terra. Infatti, la Medicina Ufficiale consiglia di non esporsi al Sole nelle ore centrali del giorno perché i raggi U.V. sono perpendicolari alla Terra e più dannosi per il corpo umano, in modo particolare alle donne che rischiano tumori al seno. La Terra, dunque, si fa carico di fronteggiare la forza dirompente del vento solare, interagendo con i gas presenti nell'Alta Atmosfera, sensibili al processo di ionizzazione su frequenze diverse dello spettro dell’Ultra Violetto. Ed ecco, perciò, gli strati ionizzati, pronti a riflettere le nostre comunicazioni radio a corta e lunga distanza, correlati alla frequenza ed all’altezza dello strato atmosferico ionizzato che, qui riporto, a seconda dell’altezza: strato D = 50/90 Km.; strato E = 90/180 Km.; strato F1 = 180/220 Km.; strato F2 = 220/500 Km. Ho volutamente riservato per ultima l’altezza che va da zero a 50 Km., perché è la Troposfera; cioè lo strato dove non avviene il processo di ionizzazione, ma è sede della climatologia terrestre, dove avvengono i fenomeni meteorologici; dove volano gli aerei di linea e dove, a volte, capita di effettuare inaspettati collegamenti radio via Troposcatter. Ma, che cosa succede quando non ce propagazione? La risposta è ovvia: l’attività solare è bassa, la quantità di protoni per cm/cubo presente nel vento solare è talmente minima che non riesce a ionizzare sufficientemente gli strati alti dell’atmosfera terrestre e, quindi, non avviene il fenomeno della riflessione delle onde elettromagnetiche. Tutto questo accade con una frequenza ciclica solare di 11 anni, con un minimo ed un massimo. Attualmente è appena cominciato il 24° ciclo solare e le immagini del sole da me osservate al telescopio, quasi quotidianamente, non mostrano macchie solari da un buon numero di mesi. A questo punto, si rende necessario dare alcune informazioni circa la sicurezza dell’osservazione solare, per evitare danni irreversibili alla vista all’incauto osservatore che, munito di strumento ottico (binocolo, cannocchiale, telescopio) senza l’uso di filtri appropriati, tenti di osservare il Sole: Attenzione, si rischia l’immediato prosciugamento del sacco congiuntivale ed il distacco della retina oculare, ovvero la cecità! Insomma, è proprio il caso di dire: ... occhio, ragazzi! Quindi, per poter osservare il Sole in tutta sicurezza, occorre munire l’apparato ottico di filtri solari a tutta apertura, montati nella parte anteriore dello strumento ottico, riferiti al tipo di fenomeno che si vuole osservare (macchie solari, granulosità fotosferica, filamenti, protuberanze, flares) sono in commercio diversi tipi di filtri solari che lavorano sulle varie lunghezze d’onda: filtro in luce bianca Astrosolar; filtro sulla riga del ferro Black-Polimer; filtro sulla riga dell’Idrogeno alfa Ha; filtro sulla riga del Calcio Ionizzato CaK; ne consegue che l’uso di vetrini neri per le saldature o di vecchie pellicole radiografiche non sono affatto sicuri, in quanto non riescono a contenere tutte le radiazioni solari presenti sulle varie lunghezze d’onda. Ma, il Sole si  può “osservare” anche con i nostri apparati radio, in maniera indiretta, valutando attentamente gli effetti della propagazione e confrontandoli con il satellite SOHO – Solar and Heliospheric Observatory sul sito  sohowww.nascom.nasa.gov  (il satellite Soho della NASA è posizionato a 15.milioni di Km. dalla Terra e osserva il Sole sulle varie lunghezze d’onda, rilevando anche la velocità del vento solare e la quantità dei protoni contenuti per cm/cubo) oppure consultando i dati del flusso solare, in tempo reale, sul sito  http://hfradio.org/propagation.html  dove è possibile osservare anche le latitudini delle Aurore Boreali. Mentre la Comunità Scientifica si avvale di potenti Radiotelescopi (in Italia il Radiotelescopio Croce del Nord di Medicina – Bologna ed il Radiotelescopio VLBI di Noto – Siracusa) per osservare l’attività solare nella banda radio dello spettro elettromagnetico. Ma, nell’Universo, ci sono altri Soli? I passi da gigante fatti nella ricerca astronomica in questi ultimi 50 anni, hanno fatto si che, potenti telescopi spaziali, quali: l’Hubble Space Telescope e lo Spitzer, collocati al di fuori dell’atmosfera terrestre, ci mostrassero circa 300 sistemi solari presenti in altre Galassie, dove altre stelle che bruciano idrogeno, taluni con una massa molto più grande del nostro Sole, altri con una massa più piccola, attraggono, per effetto di gravità, altri pianeti, che gli Astrofisici chiamano: Esopianeti.

 Ma, di questo, magari, ne riparleremo nel prossimo articolo, sempre che di vostro gradimento.


 

 

1 DICEMBRE 2008

OCCULTAZIONE DI VENERE

Foto inviate a IK7ELN dal Centro di Ricerca Astronomica "I.Newton" di Lecce

 

 


 

3 MARZO 2007

Spedizione Scientifica

SELENE 2007

 

Eclisse Totale di Luna

3 MARZO 2007 

 

 

RIONERO (PZ) - MONTE VULTURE 1330 m.

 

La Luna è spesso protagonista in molte mitologie e credenze popolari; è fonte di ispirazione artistica per pittori ed autori musicali; ed è un malizioso Cupìdo per gli innamorati. Nella mitologia Greca, Selene è la dea della Luna, figlia di Iperione e Teea, sorella del dio Elios (il Sole) e di Eos (l’aurora). Selene, dunque, è la pianificazione della Luna piena, insieme ad Artemide (la Luna nuova) ed a Ecate (la Luna calante). Indubbiamente, credenze di altri tempi; ma, non va dimenticato che fu proprio il grande astronomo Aristarco di Samo, vissuto nella Grecia classica, tra il 310 ed il 230 a.C., a ricavare la distanza tra la Terra e la Luna, calcolando la misura del tempo impiegato dalla loro divinità pagana, per effettuare il movimento completo di rivoluzione intorno al nostro Pianeta: le fasi lunari. E, grazie a questa meravigliosa scoperta, venti secoli dopo, Giovanni Keplero (1571–1630), sfruttando le precisissime misure del suo maestro Ticho Brahe (1546–1601), confermò la cronometricità delle fasi lunari e dimostrò che le orbite lunari sono  ellittiche, e non circonferenze (causa, questa, del fenomeno delle eclissi che avvengono sul piano dell’eclittica terrestre). Le eclissi, dunque, un evento astronomico dove, comunque, la Luna, è sempre la protagonista nelle varie configurazioni celesti (Sole-Luna-Terra: eclisse di Sole; Sole-Terra-Luna: eclisse di Luna); un importante appuntamento per la Scienza ufficiale ed amatoriale; un incontro ravvicinato con un singolare spettacolo celeste, utile ai ricercatori ad approfondire lo studio di questo corpo celeste, staccatosi dalla Terra circa 4600 milioni di anni fa, forse a causa di un terribile impatto asteroidale. Per cui, l’eclisse totale di Luna del 3 Marzo 2007, non poteva passare inosservato anche per noi, ricercatori di IARA (Italian Amateur Radio Astronomy) che, già da tempo, meditavamo l’idea di un sito osservativo in altura, per seguire l’importante evento astronomico. A concretizzare l’iniziativa, provvide il collega IZ8DWG, Onofrio Barisiello,

 

il quale, in occasione di un incontro avvenuto presso il radiotelescopio “Croce del Nord” di Medicina, mi prospettò l’idea di realizzare una spedizione scientifica in Basilicata, e, più precisamente, sulla vetta di Monte Vulture, nel Comune di Rionero in Vulture (Potenza); in quanto, a suo dire, avremmo beneficiato della collaborazione dell’Associazione di Protezione Civile “I lupi del Vulture”, magistralmente diretta da suo padre, IZ8EMA, Carmine Barisiello e dei colleghi della Sezione ARI di Melfi. Pertanto, dopo alcuni incontri tenuti nella sede del COM di Rionero in Vulture ed alcune ricognizioni sulla cima del Monte Vulture, fu deciso il programma della serata, così articolato: una conferenza presso il centro sociale “Pasquale Sacco” di Rionero; un sito osservativo su Monte Vulture, a quota 1330 s.l.m.; lat. 40°55’ N – 15°40’ E; QTH locator JN70UW;

 composto di telescopi di vario diametro di apertura, di binocoli astronomici, di uno spettroscopio e da una stazione meteorologica; inoltre, da una stazione radio e da un computer, entrambi necessari per mantenere i contatti, in UHF ed in internet con lo staff IARA di Polignano a Mare (Bari), la dove, utilizzando il radiotelescopio di IZ7EVR Michele Mallardi, avrebbero osservato l’eclisse sulla banda radio dello spettro elettromagnetico, sulla frequenza di 11 GHz, per rilevare l’emissione termica della superficie lunare, durante le fasi dell’eclisse. Ad appoggiare l’iniziativa, provvidero la Provincia di Potenza ed il Comune di Rionero in Vulture; ma, anche gli istituti scolastici cittadini, fortemente interessati a coinvolgere i ragazzi, nell’intento di strapparli dalla piaga dell’ozio della strada. Straordinario chairman del convegno: IZ8FMF, Luigi Ciccarelli della Sezione ARI di Portici, accreditato presso la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – FERPI. Insomma, tutte le previsioni favorevoli di una serata carica di cultura e ricca di emozioni. Meno favorevoli, invece, le previsioni meteorologiche previste per Sabato, 3 Marzo 2007, le quali, alla nostra latitudine, prevedevano cielo nuvoloso, vento forte e avviso di rovesci! Nonostante i cattivi presagi meteorologici, alle ore 18,00 in punto del 3 Marzo, come da programma, IK8FMF, Luigi Ciccarelli, alla presenza delle autorità intervenute ed a un folto pubblico presente nella sala convegni del centro sociale, ha mollato gli ormeggi ed ha dichiarato aperta la conferenza. Così, dopo il messaggio di benvenuto da parte delle autorità cittadine, il conduttore della serata ha presentato il primo relatore: IW7DEC Roberto Di Leo, che ha trattato l’argomento “Radiocollegamenti via Meteorscatter”. Supportato da interessanti immagini proiettate in sala, Roberto, ha informato il pubblico presente, composto anche da numerosi OM circa le tecniche usate dai radioamatori per effettuare collegamenti a lunga distanza, utilizzando gli strati atmosferici, ionizzati a seguito di impatti meteorici; e, di conseguenza, lo studio ed il monitoraggio degli sciami meteorici che la Terra incontra nel corso del suo movimento di rivoluzione intorno al Sole, sfruttando il loro radiante e lo ZHR (Zenital Hourly Rate). Interessante anche la relazione di IZ8DWG, Onofrio Barisiello, il quale, avvalendosi di apparecchiature multimediali, ha disquisito sui primi collegamenti radio effettuati dal grande maestro Guglielmo Marconi, per concludere, poi, con le modernissime tecniche di collegamento via Earth-Moon-Earth, usate dai radioamatori per i collegamenti via Luna. A seguire, il Dott. Vito Rosa, ricercatore dell'Associazione Lucana Astrofili, con la relazione “Aristarco e la Luna” che ha riportato indietro nel tempo, tutti i presenti, e cioè, a quel lontano 310 a.C., quando Aristarco di Samo, senza l’uso di sofisticati strumenti di misura, con la capacità dell'intuito, diede il via alla ricerca sul nostro satellite. Quando poi, l’amico Luigi Ciccarelli, ha presentato la mia relazione “La Luna, un sasso senza tempo?”, usando la fantasiosa macchina del tempo, che è in ognuno di noi, ho invitato tutti i presenti a fare un  viaggio nel futuro, commentando le suggestive immagini proiettate in sala, relative alla enorme distesa di ghiaccio scoperta nel cratere Aitchen, al polo sud lunare, dalla sonda Clementine e, successivamente, confermata dalla sonda Lunar Prospector. Inoltre, attraverso le immagini dell’impatto della sonda Smart One, attentamente seguito dai ricercatori del radiotelescopio “Croce del Nord” di Medicina (Bologna) e del radiotelescopio “VLBI” di Noto (Siracusa), nell’intento di rilevare un maser della presenza di acqua e nella ricerca di possibili strati atmosferici nella tenue atmosfera lunare, ho informato loro circa il nuovo interesse per la Luna, da parte della NASA e dell’ESA e, quindi, il programma di nuove missioni lunari. Ed infine, le immagini futuristiche del progetto “Quiet Cone”, relativo alla costruzione di un grande radiotelescopio, nel cratere Daedalus, situato sulla faccia nascosta della Luna, necessario per sfuggire all’inevitabile inquinamento elettromagnetico, provocato dagli abitanti del pianeta Terra. Al termine del convegno, i relatori sono stati avvicinati dai giornalisti televisivi e della carta stampata, per attingere ulteriori informazioni, utili a commentare le immagini televisive riprese nel corso del loro intervento (per l’occasione, erano presenti: RAI TRE Basilicata ed alcune emittenti libere) e stilare articoli scientifici sulle testate dei giornali. Non da meno, dal numeroso pubblico presente, soprattutto alunni e docenti, avidi di conoscere informazioni scientifiche, anche diverse dalla materia trattata nel corso della serata. Fin qui, la prima parte del programma, conclusosi con la cena sociale, svoltasi presso un caratteristico locale di Rionero, a base di tipiche pietanze lucane, egregiamente annaffiate dal generoso “Aglianico del Vulture” e, che, ha visto riuniti radioamatori ed astrofili, discutere insieme di argomenti di natura tecnico-scientifica e scambiarsi amichevolmente le loro esperienze. A tal proposito, va aggiunto che, un buon numero di astrofili, fiduciosi del clima quasi sempre sereno del meridione d’Italia, erano giunte da varie regioni, con i loro strumenti ottici, affrontando un buon numero di chilometri di viaggio. Ma, tanta perseveranza, alla fine, fu premiata; in quanto, IZ8EMA Carmine Barisiello, via radio, ci sollecitò a raggiungere la postazione osservativa, perchè il sistema nuvoloso, inaspettatamente, cominciava a diradarsi, aprendo uno stupendo squarcio di cielo sereno e mostrando la Luna già in fase di eclisse. Ipso facto, salimmo sulla cima del Vulture e, poiché la coda della perturbazione era caratterizzata da forti raffiche di vento, decidemmo di trasferire il sito osservativo e le apparecchiature radio ad una quota più bassa. Come per una gara di solidarietà, furono veramente tanti ad aiutarci a trasferire tutte le attrezzature a quota 650 s.l.m.; dove, sull’enorme piazzale antistante la sede della Protezione Civile, a tempo di record, fu riallestito tutto, eliminando anche il generatore di corrente, poiché attingevamo la rete elettrica direttamente dai locali della sede del COM. Nel nuovo sito eravamo al sicuro e sotto vento, l’anemometro della nostra stazione meteo segnava soltanto 2 nodi (bava di vento); la temperatura era sopportabile (11,3°C) e la percentuale di umidità accettabile (57,9%); i telescopi non vibravano più e le ottiche si erano già acclimatate (elemento indispensabile per consentirci di effettuare le riprese fotografiche in maniera del tutto stabile). Incoraggiato dalla nuova situazione favorevole, decisi di puntare anche lo spettroscopio solare per rilevare se, durante le fasi dell’eclissi, si verificavano variazioni nell’esame spettroscopico lunare. Ed, a quanti mi chiedevano, incuriositi, che cosa fosse “l’argagno” che stavo usando, spiegai loro che la spettroscopia lunare è identica alla spettroscopia solare, in quanto, la Luna non brilla di luce propria ma di luce riflessa dei raggi del Sole; e, che, la scomposizione dei colori (l’iride) che gli feci osservare nello spettroscopio, era la stessa scomposizione dei colori rilevabili sulla fotosfera solare, dovuta alla temperatura dei gas presenti nel Sole. Devo dire che, i più interessati erano gli studenti delle scuole superiori, i quali, simpaticamente, ci bombardarono di domande sull’evento astronomico del quale erano spettatori; sulle nostre tecniche di osservazione e sulle attrezzature per le comunicazioni radio con la postazione di Polignano a Mare. Erano, ormai, le ore 2,30 di domenica 4 Marzo 2007, quando, un nuovo banco di nuvole, alto e stratificato, si presentò inesorabile e pose fine alla serata, rimandando tutti a casa. Ovviamente, eravamo davvero soddisfatti, perché, tutto sommato, eravamo riusciti a svolgere il programma, in tutte le sue parti; eravamo riusciti a riprendere belle immagini fotografiche ed eravamo riusciti a raccogliere importanti dati. Ma, soprattutto, eravamo riusciti a cogliere la simpatia dei giovani di Rionero in Vulture, i quali, attesero che caricassimo tutta la nostra attrezzatura in macchina, per salutarci ed invitarci a ritornare per rivivere insieme altre esperienze come questa. Di pari, ci assicurò, via radio, IZ7EVR Michele Mallardi. Il prossimo appuntamento con la dea Selene sarà il 14 Dicembre 2029. Ed, in attesa che venga quel giorno, noi faremo sacrifici propiziatori con altri dèi mitologici del nostro sistema solare!

 

di iK7ELN Giovanni Lorusso  


CORSO U.A.I. 10 FEBBRAIO 2007

MEDICINA (BO)

TUTOR RADIOASTRONOMICI

 

PARABOLOIDE DA 32 m.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento:  16-02-10