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Radioastronomia
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16-02-10 |
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SEZIONE CURATA DA: IZ8DWG BARISIELLO ONOFRIO - TUTOR RADIOASTRONOMICO IK7ELN LORUSSO GIOVANNI - RICERCATORE I.A.R.A. iksetteeln@alice.it ik7eln@arimelfi.com
ICARA 2009
VI° CONGRESSO NAZIONALE DI RADIOASTRONOMIA
AMATORIALE
Medicina (Bologna) 30 – 31 Ottobre, 1° Novembre
2009
*****
Presentazione Con questo
articolo si chiude, così, un anno ricco di straordinari eventi
scientifici: le celebrazioni per i 400 anni dell'invenzione del
cannocchiale di Galileo Galilei; i 100 anni dell'assegnazione del Premio
Nobel di Guglielmo Marconi; ed i 40 anni dallo sbarco dell'uomo sulla
Luna. Tre importanti appuntamenti con la storia che hanno caratterizzato
il 2009. A tal proposito, va detto che, sono state davvero tante le
iniziative promosse dalla comunità scientifica, dalle associazioni
culturali., dagli istituti scolastici ed anche dalle associazioni
radioamatoriali. Queste ultime, con l'attivazione di stazioni radio
commemorative, di QSL speciali ed annulli filatelici. E' interessante
notare che la genia di Galileo, di Marconi e dell'uomo che, per primo,
pose il piede sulla Luna, destano ancora tanto fascino nell'uomo del
terzo millennio, ormai circondato da tanti automatismi, azionabili con
lo sguardo o, addirittura, con il pensiero. Insomma: un anno da
ricordare! Organizzato
da I.A.R.A. Group e SdR Radioastronomia U.A.I., in collaborazione con il
Centro Visite “M. Ceccarelli” - Istituto di Radioastronomia –
Radiotelescopi “Croce del Nord”,
nel palinsesto delle Celebrazioni Galileane; del centenario del Premio Nobel di Guglielmo Marconi; e del 40° anniversario dello sbarco sulla Luna, si è svolto il VI° Congresso Nazionale di Radioastronomia Amatoriale “ICARA 2009”. La manifestazione, che ha visto la presenza di autorevoli relatori ed un folto pubblico, ma anche di un buon numero di Radioamatori, è iniziata alle 14,00 di Venerdi 30 Ottobre 2009, con la Sessione Didattica e Divulgazione. Quindi, dopo il saluto delle autorità, la Dr.ssa Stefania Varano, ricercatrice presso l'INAF - IRA di Medicina ha trattato il tema: Svelare l'invisibile: a caccia di onde radio. Nella sua relazione, la Dr.ssa Varano ha informati i presenti nella sala convegni circa i sistemi di ricerca utili a catturare le radio sorgenti presenti nell'Universo. Dopo il coffe-breack e la visita guidata alla stazione radioastronomica di Medicina, ha fatto seguito la relazione del Dott. Giuseppe Pupillo, del Prof. Mario Sandri, del Prof. Enrico Stomeo, e del Dott. Salvo Pluchino, docenti dei corsi di formazione di Tutor Radioastronomico che si sono svolti presso l'Istituto di Radioastronomia di Medicina, ed ai quali, hanno partecipato anche alcuni Radioamatori. I docenti, a turno, hanno riportato i traguardi conseguiti dagli alunni, ed, in modo particolare, dai Radioamatori, comunque già preparati sulla materia trattata. Inoltre, il Dott. Sandri, ha evidenziato come è possibile eseguire una mappa radio della Via Lattea, avvalendosi di ricevitori amatoriali connessi ad una normale antenna parabolica. Mentre, il Dott. Jader Monari, radioastronomo presso i radiotelescopi di Medicina, ha mostrato al pubblico presente come è possibile ricevere gli impatti meteorici nell'atmosfera terrestre, utilizzando un semplice ricevitore sintonizzato con l'eco-radar di Graves (Francia) in VHF , collegato ad una antenna collineare VHF ed a un P.C. Un ulteriore pausa, ha permesso ai partecipanti di visitare l'interessante museo della radioastronomia sito nel Centro Visite “M.Ceccarelli”. La prima giornata del convegno si è conclusa con il cineforum “The Disch”, commentato a cura di Marta Burgay, ricercatrice presso l'osservatorio astronomico INAF di Cagliari. La Dr.ssa Burgay ha relazionato ai presenti il contenuto del documentario, informando loro che, quanto stavano osservando, si riferiva ad un episodio realmente accaduto, durante lo sbarco sulla Luna, presso il radiotelescopio di Parkes (Australia). Sabato, 31 Ottobre, i lavori del congresso si sono aperti con la Sessione Ricerca – Universo vicino: Sistema Solare. Al tavolo dei conferenzieri: il Dott. Giuseppe Pupillo, radioastronomo INAF – IRA con la conferenza intitolata “Astronomia Radar”; ovvero l'uso di due antenne, situate in due località diverse, che puntano lo stesso oggetto celeste, incrociando, quindi, il loro fascio beam, tale da creare un trasmettitore ed un ricevitore a lunga distanza: un radar bistatico. Si sono avvicendati, poi, il Prof. Mario Sandri, il Prof. Giovanni Aglialoro (iV3.GCP) ed il Prof. Massimo Devetti (iV3.NDC), relazionando sul tema: Studio dell'attività radio delle Liridi nel 2009. I tre docenti hanno mostrato al pubblico i dati raccolti nel corso dell'anno, relativi all'attività di questo interessante sciame meteorico, confrontandoli con quelli degli anni precedenti. Interessante la relazione del Dott. Salvo Pluchino,
radioastronomo e coordinatore nazionale di IARA Group, che ha riguardato le radio occultazioni dei satelliti Medicei. A chiudere la sessione Universo vicino, hanno provveduto il Dott. Paolo Tortora ed il Dott. Alberto Graziani, entrambi docenti presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna, con la relazione dal titolo: Esperimenti di radio scienza con sonde interplanetarie. I lavori del congresso sono proseguiti dopo pranzo con la Sessione di Ricerca Universo Lontano: Astrofisica Galattica ed Extragalattica. E, qui, l'interesse dei radioamatori presenti in sala si è fatto più attente, perchè l'argomento trattato dal Dott. Salvo Pluchino è stato “Osservazioni amatoriali di Virgo A in banda HF”. Il Dott. Pluchino ha, così, spiegato dettagliatamente come, con un normale apparato radioamatoriale è possibile riceve una radio mappa della Galassia M.87 Virgo A. Mentre il Prof. Jan Brand ha lungamente parlato della Formazione Stellare, del loro processo evolutivo, delle forme di cannibalismo stellare e della morte di una stella (Supernova). Accolta da un lungo applauso, la Dr. Yasmin Walter,
in rappresentanza dell'ERAC _ European Radio Astronomy Club, con sede a Mannheim (Germania), alla quale è affiliata anche IARA Group, dopo aver rivolto ai presenti il saluto dell'ERAC, ha presentato la relazione “The Multiwavelenght Galatic Center”. La Dr.ssa Yasmin Walter, avvalendosi di suggestive immagini, ha riportato ai presenti i risultati scientifici ottenuti dalle sonde Chandra e Spitzer, che hanno osservato il centro della Via Lattea, rispettivamente nei Raggi X e nell'Infrarosso. Ultimo relatore della sessione Universo lontano, il Dott. Karl Heinz Macck con la relazione “Evoluzione delle radio galassie e struttura dei nuclei attivi galattici, radioastronomo INAF – IRA. Dopo il cofe-breack, i lavori sono proseguiti con la Sessione Ricerca: Astrobiologia. In apertura: la relazione del Prof. Giuseppe Galletta del Dipartimento di Astronomia di Padova, intitolata “Contatti con le civiltà aliene: il messaggio che non cè”. Un'ampia panoramica, da parte del Prof. Galletta, sui vari messaggi inviati nello spazio attraverso le sonde interplanetarie e radio segnali, senza che, fino ad oggi, fosse giunta risposta alcuna. Il Prof. Cesare Guaita, nella sua relazione “Condriti carboniose studiate al SEM”, ha evidenziato il sistema di osservazione di queste particolari meteoriti, con l'ausilio del microscopio elettronico a scansione. Mentre il Prof. Michele Mazzuccato del Gruppo Astrofili Castiglionesi M.1, di Castiglione dei Pepoli (Bologna), ha illustrato il Progetto Stardust@home relativo alla missione della sonda Stardust, lanciata il 7 Febbraio 1999 dal Kennedy Space Center, con lo scopo di raccogliere polvere stellare, avvalendosi di un sistema di raccolta a base di aereogel, e rientrata sulla Terra il 15 Gennaio 2006 con il suo prezioso carico di materiale celeste. Di seguito, la Dr.ssa Emma Salerno, radioastronoma INAF – IRA, la quale ha ampiamente parlato del progetto SETI svolto con il radiotelescopio “Croce del Nord” di Medicina. A chiusura della sessione Astrobiologia, la Dr.ssa Daniela Dallacasa, del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Bologna, con l'argomento: “Segnali dal Cosmo”. Una importante trattazione sulla possibilità di eventuali segnali provenienti dall'Universo, anche di natura biologica, e come potrebbero essere interpretati, maggiormente oggi, tenuto conto della scoperta di altri pianeti appartenenti ad altri Sistemi Solari della nostra Galassia. Particolarmente interessante è stata la Sessione Strumentazione che si è svolta Domenica, 1 Novembre. Tra i relatori: Roberto Crippa e Giuseppe Savio, astrofili della Fondazione Osservatorio Astronomico FOAM 13 che hanno presentato il progetto del complesso di Radioastronomia in in fase di realizzazione, nella loro struttura. Di seguito, l'esperimento condotto da i4.BER Goleardo Tomasetti,
il quale, avvalendosi di un trasmettitore ed un ricevitore a microonde, posizionati l'uno di fronte all'altro, interponendo nel mezzo alcuni pannelli realizzati con diverso materiale, ha dimostrato ai presenti come le onde elettromagnetiche riescono ad attraversare o meno il materiale frapposto fino a raggiungere il ricevitore. Attesissima, sopratutto dai Radioamatori presenti, la relazione del Prof. Alberto Manni,
della
Fondazione Guglielmo Marconi, con
la relazione “Guglielmo Marconi: dalla geniale intuizione al
Premio Nobel”. Nella sua allocuzione, il Prof. Manni ha ripercorso a
grandi linee, tutta la vita di Marconi, i suoi esperimenti, le sue
invenzioni, i suoi successi, culminati nell'assegnazione del Premio
Nobel. Una interessante rievocazione della vita del
grande scienziato italiano, padre dei Radioamatori, evidenziata
da suggestive immagini proiettate in sala. Alla chiusura dei lavori
hanno provveduto l'Ing. Stelio Montebugnoli, direttore dell'Istituto di
Radioastronomia di Medicina ed il Prof. Roberto Fanti. Entrambi hanno
ricordato la figura di Marcello Ceccarelli, il primo radioastronomo che
realizzò la stazione radioastronomica “Croce del Nord”; i lusinghieri
successi ottenuti grazie a questo favoloso impianto, capace di
scandagliare fino ai confini dell'Universo; e con “l'orecchio sempre
teso” alla ricerca di eventuali segnali radio di natura extraterrestre
(Progetto S.E.T.I.).
Inooltre, l'Ing. Montebugnoli ha informato
i presenti sugli ambiziosi progetti in corso d'opera, tra questi: lo
S.K.A. Square Kilometer Array, il radiotelescopio di nuova generazione,
costituito da un buon numero di antenne paraboliche in configurazione
array. E, quale omaggio alla “Croce del Nord”, l'Amministrazione delle
Poste ha provveduto all'annullo filatelico dedicato all'Anno
Internazionale dell'Astronomia, apposto sulle speciali cartoline del
Radiotelescopio per suggellare l'opera meritoria che, grandi uomini,
hanno realizzato nel corso della loro vita. Ma, il 2010 non sarà da
meno, perchè l'ONU e l'UNESCO hanno già proclamato il 2010 Anno
Internazionale della Biodiversità; ed, ancora una volta, a rispondere
all'appello degli eventi scientifici e la Ricerca. Sopratutto da quando
sono stati scoperti oltre quattrocento pianeti extrasolari (Esopianeti);
la, dove, potrebbero essersi sviluppate forme di vita biologica
(Esobiologia) e quindi, eventuali varietà di vita (Biodiversità). Una
grande sfida con il futuro dove, ancora una volta, l'uomo è chiamato ad
esprimere le sue capacità, la sua genia; la stessa, dimostrata da
Galileo, da Marconi e dagli astronauti dell'Apollo 11.
di iK7.ELN Giovanni Lorusso
L'Anno dell'Astronomia si è chiuso ufficialmente il 9 e 10 Gennaio a
Padova con la cerimonia “Beyond 2009” che ha coinvolto oltre 200
astronomi; storici; filosofi della scienza; diplomatici e rappresentanti
dell'industria provenienti da tutto il mondo; e con una settimana di
eventi a tema astronomico dedicati alla città. L'Anno Internazionale
dell'Astronomia è stato celebrato in 148 Paesi.
2009 ANNO INTERNAZIONALE DELL'ASTRONOMIA
A distanza di 400 anni
dalla scoperta del Cannocchiale di Galileo, l'ONU e l'UNESCO hanno
proclamato il 2009 Anno Internazionale dell'Astronomia. Tante le
iniziative da parte della Comunità Scientifica, delle Scuole e delle
Associazioni Culturali. Dunque, un anno ricco di emozioni. In
allegato il logo ufficiale dell'evento scientifico; mentre sul sito
www.astronomy2009.it un interessante filmato di
presentazione dell'evento intitolato IYA2009:il trailer.
2009 Anno Internazionale dell’Astronomia …non basta guardare, bisogna guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono....
UN NUOVO UNIVERSO
Presentazione
Sono
trascorsi 400 anni da quando Galileo inventò il Cannocchiale (oggi
Telescopio) facendo
sorgere, così, l’alba della scienza. Le osservazioni astronomiche di
Galileo, effettuate con quel rudimentale strumento, che lui volle
chiamare Cannone-Occhiale, mostrarono le bellezze del suolo lunare
(i crateri, le catene montuose degli Appennini lunari, i mari di
lava); il suggestivo aspetto maculare della superficie del Sole; la
maestosità del pianeta Giove e delle sue lune (Europa, Io, Callisto,
Ganimede); scoperte, che lui volle dedicare alla nobile famiglia
de’Medici di Firenze, riportandoli nel suo manoscritto Sidereus
Nuncius come satelliti Medicei. Sono ben note le vicissitudini che
Galileo attraversò con
Fino ad un secolo fa, gli scienziati ritenevano
che l’Universo fosse racchiuso nella nostra Galassia: ![]()
Un
maggior contributo poi, è pervenuto dal telescopio spaziale Hubble
Space Telescope, il quale, posizionato al di sopra dell’atmosfera
terrestre, è riuscito ad osservare stelle di prima generazione di
circa 14 miliardi di anni addietro, ovvero: appena dopo il Big Bang.
Sensazionale fu la scoperta di Albert Einstein, che nel 1905 formulò
la teoria della relatività ristretta, nella quale enunciò che, la
distanza, il tempo e la massa, non sono assoluti
(equazione fisica E=m.c2).
Successivamente, nell’anno 1907,dopo
una intuizione che lui definì “il
pensiero più felice della mia vita”,
elaborò la teoria della relatività generale. Infine, nel 1916,
pubblicò la sua opera mettendo in relazione la gravità, lo spazio ed
il tempo
(concetti già
galileani). Tuttavia, Einstein era
convinto che l’Universo fosse statico ed incorruttibile; ma,
l’astronomo americano Edwin Hubble,
(che ha
dato il nome al telescopio spaziale),
nell’anno 1929, dimostrò che l’Universo è in espansione. La
convizione di Hubble nacque dopo aver osservato
2009 ANNO INTERNAZIONALE
DELL'ASTRONOMIA
XXVII CONGRESSO REGIONALE DI
ASTRONOMIA
Meeting degli Astrofili pugliesi
Tiggiano (Lecce) 24, 25 Ottobre 2009 *****
Presentazione sono trascorsi ben 27 anni da quando, un gruppo
di Astrofili della Puglia, decise di riunirsi per discutere e
confrontare le loro esperienze, vissute dietro un telescopio o un
binocolo astronomico. Nacque, così, il primo Meeting degli Astrofili
Pugliesi; un incontro itinerante che, nel corso degli anni, ha
toccato varie parti della Puglia, coinvolgendo sempre più
appassionati di questa disciplina, ma, anche sedi universitarie e
centri di ricerca, sparsi sul territorio. Da qualche anno, poi, si
sono affiancati anche i Radioamatori che, con i loro progetti di
ricerca, hanno maggiormente rafforzato l'interesse per la ricerca
scientifica. Ma, questa 27^ edizione è stata particolarmente vissuta
dai partecipanti, perchè ha avuto luogo in una piccola cittadina del
Salento, venuta tristemente alla cronaca il 17 Settembre 2009,
quando, un vile attentato, tolse la vita ad alcuni ragazzi della
Folgore in missione di pace a Kabul (Afganistan), tra cui, anche il
Caporal Maggiore Davide Ricchiuti di Tiggiano. In sua memoria, il
sindaco, Ing. Antonio Morciano, e tutta l'Amministrazione Comunale,
hanno voluto che i lavori del 27° Congresso, si svolgessero nel
Comune di Tiggiano.
Tiggiano, le cui notizie
storiche affiorano a fine del XIII sec., è un piccolo centro del
Basso Salento, a pochi Km da Santa Maria di Leuca, l'estrema punta
del Suolo Italico, il 24 e 25 Ottobre 2009, si è animato, ancora una
volta, ma per ospitare i partecipanti al 27° Congresso Regionale di
Astronomia, che ha avuto luogo nella sala conferenze del Comune, un
antico castello fatto erigere a metà del XVII sec. dalla famiglia
Serafini Sauli, baroni del casale e del feudo tiggianese. Il
Convegno, organizzato dal C.R.A. - Centro Ricerche Astronomiche
“Isacco Newton” di Lecce
www.cralecce.net
in collaborazione con il Dipartimento di
Fisica dell'Università di Lecce ed il Comune di Tiggiano, ha visto
la partecipazione di numerosi Astrofili e Radioastrofili,
provenienti da varie parti della Puglia, ma anche da Regioni
limitrofe. La manifestazione, dopo il messaggio di apertura da parte
del Direttore del C.R.A. Di Lecce, Dott. Giovanni Maroccio ed il
saluto del Sindaco di Tiggiano, ha avuto inizio il Sabato 24
Ottobre, con la relazione del Prof. Sergio Fonti, docente presso
l'Università del Salento, intitolata “La ricerca della vita
extraterrestre”. Alla presenza di un vasto pubblico presente, tra
cui, molte scolaresche, il Prof. Fonti, avvalendosi di suggestive
immagini fotografiche, ha trattato un argomento attuale: i pianeti
extrasolari di recente scoperta e l'eventuale presenza di forme di
vita biologica. A seguire, la relazione “Comete, Meteore e
Meteoriti” del Dott. Vito Lecci, direttore del Parco Astronomico
Sidereus Nuncius di Salve (Lecce)
www.sidereus-nuncius.info il
quale, ha mostrato le immagini ed il materiale meteorico impattato
sulla Terra e da lui raccolto, spiegandone le varie fasi
(surriscaldamento in atmosfera, ablazione,
sublimazione e esplosione in quota o
impatto al suolo) di ogni oggetto
celeste che entra nell'Atmosfera terrestre. Domenica, 25 Ottobre, la
2^ sessione del convegno si è aperto con la relazione del Prof. A.
Blanco, direttore del Dipartimento di Fisica dell'Università del
Salento di Lecce. Il Prof. Blanco ha riportato ai presenti in sala i
molteplici progetti di ricerca in atto da parte del Dipartimento di
Fisica di Lecce, svolti in collaborazione varie Università degli
Stati Uniti e con il J.P.L. - Jet Propulsion Laboratory di Pasadena
(USA), dove, l'Università di Lecce, collabora attivamente nel
Progetto Marte. Ha fatto seguito la relazione di iK7.FMO Riccardo
Giuliani, presidente del gruppo di ricerca astronomica A.D.I.A. di
Polignano a Mare (Bari)
www.adia.3000.it con la relazione
“Radio Giove,
Realizzazione di una Webradio per
l'ascolto in remoto del campo magnetico di Giove”. Riccardo
Giuliani, iK7.FMO, esperto Radioastrofilo
e ottimo conferenziere, collaborato dal
socio SWL/i7. Giuseppe Cisternino, ha informato il pubblico molto
attento, tra cui, anche un buon numero di radioamatori, che questo
suo progetto è stato realizzato con l'installazione di un ricevitore
radio a larga banda, connesso ad una serie di antenne, risonanti su
varie frequenze, gestito da un computer e relativo server, il tutto
collocato nel Comune di Casamassima (Bari), al quale, previa
autorizzazione, è possibile collegarsi in remoto per ricevere i
segnali del campo magnetico di Giove. Alla fine della sua relazione,
iK7.FMO Riccardo, inevitabilmente, è stato letteralmente circondato
dai radioamatori presenti al convegno, i quali lo hanno bersagliato
di domande, riguardanti l'aspetto tecnico del ricevitore
e le relative frequenze di ascolto!
Molto applaudita anche la presentazione del libro “L'Universo nasce
ed evolve” del Prof. Cosimo Distratis, direttore dell'osservatorio
astronomico, meteorologico, botanico “Isac Newton” di Uggiano
Montefusco – Comune di Manduria (Taranto)
www.osservatorionewton.com
nel quale, il Prof. Distratis rafforza
la convinzione della teoria del big-bang cosmico. Dopo la pausa
pranzo, il convegno ha riaperto la sessione dei lavori con la
relazione “Monsignor Candido” del Dott. Sergio D'amico, ricercatore
presso l'A.S.A. - Associazione Salentina Astrofili “Edwin Hubble” di
Campi Salentina (Lecce)
www.astrofili.info Il Dott.
D'Amico ha rievocato al numeroso pubblico presente, l'illustre
figura di Monsignor Giuseppe Candido, padre gesuita e insigne
sperimentatore. Monsignor Candido, nato a Lecce nel 1837, fu il
precursore delle nuove tecnologie in uso ancora oggi. Infatti, a lui
si deve l'uso degli interruttori e temporizzatori al mercurio, utili
a manovrare campanelli e sistemi di allarme; il funzionamento
automatico di orologi pubblici e l'accensione automatica
dell'illuminazione pubblica (un
esperimento che dimostrò alla presenza
di Re Ferdinando II° di Borbone, in visita a Lecce).
Esperimenti e tecnologie che Monsignor Candido condusse fino a tarda
età, all'inizio del 1900. Monsignor Giuseppe Candido, morì ad Ischia
nel 1906, lasciando in eredità molti automatismi che, nel tempo,
ornarono la barocca città di Lecce. Molto seguita anche la relazione
di Giuseppe Zuccalà: “ Ultimi Lavori di software e gnomonica”, socio
dell'A.B.A. - Associazione Barese Astrofili, il quale, ha mostrato
ai presenti la semplice realizzazione di alcuni orologi solari,
avvalendosi di cartoncini o lattine di bevande vuote; ma, anche di
grandi capolavori d'arte che affrescano le facciate delle opere
pubbliche e religiose (l'invito è di
visitare il suo sito per ammirare le opere da lui realizzate:
(http://web.tiscali.it/zuccalà.g/
) Infine, è toccato a me
(iK7.ELN Giovanni Lorusso)
chiudere i lavori del Congresso, con la mia relazione “La Radio
Astronomia nel Salento, progetti futuri”. Nel corso della mia
relazione ho informati il pubblico presente che, nel corso degli
anni, un numero sempre più crescente di radioamatori si è avvicinato
a questa disciplina scientifica; e, che, in Italia, già da parecchio
tempo, operano due gruppi di ricerca, svolgendo osservazioni in
banda radio:
I.A.R.A. Group
Italian Amateur Radio Astronomy Group,
con sede a Medicina (Bologna)
www.iaragroup.org
e U.A.I. * SdR – Unione Astrofili
Italiani * Sezione di Ricerca Radio Astronomia
www.uai.it
Tali gruppi, infatti, organizzando corsi
di formazione professionale per docenti ed alunni, presso l'Istituto
di Radio Astronomia di Medicina, (sede
del radiotelescopio Croce del Nord), ma
hanno aperto la partecipazione anche ai
radioamatori, desiderosi di conseguire l'abilitazione di Tutor. Per
cui, attraverso la figura del Tutor, la divulgazione di questa
materia ha potuto raggiungere anche l'ambiente radioamatoriale,
sempre interessato a progetti di ricerca e sperimentazione. Inoltre,
ho informato loro che l'utilizzo delle proprie apparecchiature per
ricevere il campo magnetico di Giove o di altre radiosorgenti
galattiche; ma, anche le semplici emissioni solari, rappresenta una
ulteriore possibilità di sapere come gli
oggetti celesti interagiscono con le radio comunicazioni.
Una foto di gruppo ed un cordiale saluto
tra i partecipanti ha segnato la chiusura del 27° Congresso
Regionale di Astronomia. L'appuntamento per il 2010 è a Polignano a
Mare. Radioamatori non mancate!
IL SOLSTIZIO D'ESTATE
21Giugno 2009 – h.05:46 U.T
In passato,
era consuetudine inserire nelle costruzioni religiose elementi
architettonici ispirati
a modelli matematici ed astronomici. Infatti, il simbolismo cosmico
si ritrova nelle costruzioni Assiro/Babilonesi; in quelle Egiziane;
in quelle Ebraiche. Alcuni elementi architettonici, utili
all'osservazione dei fenomeni astronomici, quali: il Solstizio
d'Estate ed il Solstizio d'Inverno, erano stati inseriti anche nel
tempio di Re Salomone, innalzato per suggerimento divino. Essendo il
Tempio al centro del microcosmo locale, l'inserimento in essi di
elementi costanti, cioè perenni, come gli eventi astronomici, lo
rendeva più vicino a Dio. Questi capolavori di ingegneria
astronomica si possono osservare in alcune chiese e antiche abbazie,
abitate dai Padri Gesuiti, un ordine religioso da sempre votato allo
studio dei fenomeni astronomici. Il più noto si trova nella
cattedrale di Chartres (Francia); dove, il 21 Giugno, al mezzogiorno
astronomico, quando il Sole è perfettamente sulla direttrice,
attraverso un foro stenopeico
praticato su una vetrata della superba Cattedrale, penetra un
solo raggio di sole e va a cadere sul pavimento, al centro della
navata centrale. Il lavoro fu concepito con molta precisione, al
momento della costruzione dell'opera religiosa francese, abbinando
calcoli astronomici a quelli architettonici, per rendere possibile
l'osservazione di un perpetuo moto del nostro Pianeta: Il
Solstizio d'Estate.
di iK7.ELN Giovanni Lorusso
12 Giugno
2009
EVENTO STRAORDINARIO: SUPER BOLIDE ATTRAVERSA I CIELI PUGLIESI E LUCANI ![]() ![]() Venerdi, 12 Giugno alle ore 20:25 ora locale, il cielo della Puglia meridionale è stato attraversato da un enorme corpo celeste, classificato poi: Super Bolide. La grossa meteorite, probabilmente di natura carbonacea, è
2009 Anno Internazionale dell'Astronomia
“Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere,
che credono in quello che vedono”
Galileo Galilei
Agli inizi del 2008, con un perfetto sincronismo, le macchie
solari hanno invertito la loro polarità (Legge di Hale)
segnalando
l'inizio del XXIV Ciclo Solare; ma, per quanto riguarda le
previsioni dell'intensità relativa all'attività solare, i pareri
dei Fisici sono contrastanti. Infatti, i dati raccolti sin ad
ora, come sempre, hanno diviso gli esperti; in quanto, una parte
prevede un incremento maggiore del 50% rispetto al XXIII ciclo e
l'altra parte stima un 40% in meno. Tuttavia, va detto che
trattasi soltanto di previsioni, elaborate sulla base dei
fenomeni solari in atto e consultando gli archivi storici
dell'attività solare. Ma la nostra Stella è davvero
imprevedibile, basti ricordare il ciclo tra l'anno 1645 ed il
1715, conosciuto come il "Minimo di Maunder",
quando
il Sole, inaspettatamente, per ben undici anni, non mostrò un
minimo di attività (macchie, flares protuberanze ecc.),
modificando le condizioni meteorologiche sulla Terra, generando
estati torridi ed inverni rigidi anche alle basse latitudini; un
evento ricordato con l'appellativo di "Piccola Glaciazione".
Altri fenomeni bizzarri di un ciclo solare sono le Solar Storms
(Tempeste Solari) le quali condizionano fortemente quanto
avviene giornalmente sul nostro Pianeta. Attività come la
distribuzione di energia elettrica, la navigazione aerea su
rotte polari, la navigazione marittima, le comunicazioni
satellitari e tutte le radiocomunicazioni, comprese quelle
radioamatoriali, in presenza di una tempesta solare, possono
essere messe a rischio di black-out anche per un lungo periodo.
Nel 1989, un devastante Solar Storm distrusse i trasformatori di
energia elettrica del Quebec (Canada), condannandolo
all'oscurità per diversi mesi. Ma, entriamo nel dettaglio per
capire come avviene una tempesta solare, capace di condannare al
silenzio radio anche i più agguerriti Radioamatori. Innanzitutto
occorre dire che, il Sole non porta sulla Terra soltanto luce e
calore e c he
per attività solare si intende l'emissione, variabile nel tempo,
dal Sole e per tutto lo Spazio, del Vento Solare, di Particelle
Energetiche, Raggi X e Onde Radio. Inoltre, va aggiunto che
esistono varie tipologie di fenomeni solari che provocano
disturbi alla attività umane: le Tempeste Geomagnetiche, le
Tempeste di Radiazione Solare e i Black-Out Radio. Ed allora,
passiamo in rassegna questi fenomeni di cui, il nostro amico
Sole, si rende protagonista nel corso di un ciclo solare: le
Tempeste Geomagnetiche sono perturbazioni del Campo Magnetico
Terrestre prodotte dalle emissioni di plasma, espulso dalla
Corona Solare (C.M.E. - Coronal Mass Ejection) attraverso i
buchi coronali, capaci di raggiungere la Terra in circa diciotto
ore, e, che, quando di forte intensità di protoni, particelle A,
ed elettroni, dopo aver interagito con il Campo Magnetico
Terrestre, producono guai seri alle centrali elettriche,
disturbano la propagazione delle onde radio, inibiscono i
sistemi di navigazione terrestre e satellitare, e, addirittura,
confondono il flusso migratorio degli uccelli. Le C.M.E.,
muovendosi lungo le linee di forza del Campo Magnetico Terrestre
(Cuspidi), sono anche all'origine di spettacolari aurore polari.
Mentre, le Tempeste di Radiazione Solare (S.E.P. - Solar
Energetic Particles) si riferiscono alla comparsa di elevati
livelli di radiazione dei Raggi U.V. (Ultras Violet Ray) causati
dall'eccessiva presenza del numero di particelle energetiche,
che viaggiano a 300.mila Km/s (la velocità delle onde radio e
della luce) e raggiungono la Terra entro pochi minuti. Gli
effetti negativi di questa tempesta sono i disturbi alle
comunicazioni, ai sistemi di navigazione satellitare e,
soprattutto, un alto rischio per gli aerei che volano a quote
elevate e per gli astronauti, in modo particolare se in missione
extraveicolare. L'assorbimento di una dose abbondante dei nuclei
atomici energetici può causare danni ai tessuti ed organi,
causando le tipiche malattie da radiazione, fino alla morte.
Infine, l'argomento che ci riguarda più da vicino è il Black-out
Radio. La causa di forti disturbi e, a volte, di un lungo
silenzio radio in H.F., è prodotto sulla Ionosfera da intense
emissioni di Raggi X provenienti dal Sole (Solar X Ray), a
seguito di
brillamenti
solari (Flares) di classi moto elevate. A tal riguardo, la NOAA
- National Oceanic and Atmosferic Administration ha classificato
i disturbi provocati dall'emissione di Raggi X di provenienza
solare, stilando una scala di intensità, nella quale, una Solar
X Ray Emission di tipo "M" o di tipo "X", rappresenta un segnale
di allarme per questo tipo di eventi. Una coppia di satelliti,
GOES e POES (Geostationary and Polar Operational Environmental
Satellites) osservano costantemente l'attività solare nei Raggi
X, pronti a segnalare forti brillamenti ed intense emissioni. E,
qui, va aggiunto il prezioso contributo di Radioamatori e
Astrofili che, avvalendosi delle loro attrezzature, segnalano
agli Istituti di Ricerca le pericolose emissioni rilevate in
banda radio e sullo spettro del visibile. Ebbene, con
l'intensificarsi delle attività umane per scopi diversi, quali:
la ricerca spaziale, la meteorologia, le telecomunicazioni, la
difesa militare, la medicina; è diventato sempre più importante
conoscere il comportamento, a volte dannoso, della nostra
Stella. Attraverso questa nuova disciplina scientifica
denominata Space Weather, la Comunità Scientifica è riuscita a
mettere in guardia le donne dai danni provocati al seno dalla
violenza dei Raggi U.V. ed ha schierato una flotta di
"sentinelle solari" che, a distanza ravvicinata, osservano il
Sole su varie lunghezze d'onda, inviando sulla Terra preziose
informazioni. Ma, lo studio della meteorologia spaziale non si
limita alla valutazione dei fenomeni solari, perché altri
elementi concorrono ad arricchire la materia, quali: i Raggi
Cosmici Galattici (Galaxies Cosmic Ray), causati dalle
esplosioni di Supernove (esplosioni di stelle al termine della
loro vita nell'Universo) provenienti dallo spazio profondo e che
raggiungono la Terra, trasportando molta più energia delle
particelle solari, per nostra fortuna, bloccata dal nostro campo
magnetico e dall'atmosfera terrestre; ed i Lampi Gamma (Gamma
Ray Burst) che sono tremende esplosioni di gas nucleare che
avvengono nei Raggi Gamma e che rilasciano nell'Universo, enormi
intensità di radiazioni. Al momento, questi fenomeni non trovano
ancora una spiegazione scientifica, per cui sono ancora oggetto
di studio; tuttavia, lasciano capire l'importanza che riveste lo
studio della meteorologia spaziale, in modo particolare se
indirizzato a migliorare le nostre capacità di prevedere eventi
particolarmente energetici che potrebbero compromettere la
nostra sicurezza. Attualmente, più che previsioni,
si
tratta di analisi probabilistica degli eventi; e, fu per puro
caso che gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale
(International Space Station) scamparono alle devastanti
radiazioni U.V. (S.E.P.) del 20 Gennaio 2005, perché, all'ultimo
momento, annullarono una missione extraveicolare da effettuare
al di fuori del laboratorio spaziale I.S.S. Non da meno,
avvenne il 6 Dicembre 2006, quando un enorme brillamento solare
generò un flusso di rumore in banda radio dieci volte superiore
al normale, rilevato da tutte le stazioni radioastronomiche
terrestri, sufficiente ad abbagliare tutti i ricevitori GPS
dell'emisfero della Terra esposto al Sole. Ma, lo spettacolo più
singolare del Sole, avvenne il 13 Dicembre 2006, quando una
enorme C.M.E., raggiunse la Terra in due ondate, la prima tra le
12,00 UTC e le 18,00 UTC e la seconda nella notte del 14
Dicembre, provocando gravi danni ai computer di bordo ed ai
pannelli solari di alcuni satelliti e causando un black-out
radio che durò circa due giorni (in quel periodo, molti
Radioamatori salirono sul tetto per controllare le antenne,
convinti che fossero disconnesse dagli apparati radio). Quindi,
fenomeni rilevabili anche con le apparecchiature amatoriali. A
conclusione, che cosa ci riserva il XXIV Ciclo Solare? Al di la
dei suoi capricciosi fenomeni, io mi auguro tanta buona
propagazione su tutte le bande per chi svolge attività Dx.s e
per chi svolge attività di ricerca. E, per chi desiderasse
costanti aggiornamenti sull'evoluzione dei fenomeni che
caratterizzeranno il 24° Ciclo Solare, può farlo consultando il
sito di I.A.R.A. Group - Sezione di Ricerca Sole
www.iaragroup.org
nella quale uno staff di ricercatori (per lo più Radioamatori)
svolge osservazioni solari in banda radio; ed il sito dell'U.A.I.
- Sezione Sole www.uai.it
dove, un buon numero di Astrofili osservano il Sole in visibile.
Buone vacanze al mare o in montagna e...attenti al Sole!
LA
COMETA LULIN
La Cometa Verde
![]()
Scoperta
l'11 Luglio 2007 da Quanzhi Ye, ricercatore presso il Sun
Yat-Sen University di Guangzhou - Cina e da Chi-Shang Lin
dell'Istituto di Astronomia della National Central Universiti of
Jung-Li Taiwan; la cometa Lulin, catalogata C.2007N3, è
stata osservata la sera del 27 Febbraio 09, tra le 21,30 e le
23,00 locali, dai due telescopi Skylive
www.skylive.it
di Pedara (Catania), siti sulle pendici dell'Etna, mentre
transitava nella Costellazione della Libra, a 60 milioni di Km
dalla Terra. Le immagini riprese dai due telescopi remoti, la
mostrano di color verde a causa di emissione di gas cianogeno e
carbonio biatomico. Al momento, la Cometa Lulin ha perduto la
classica coda formata da polveri e da gas, ma è ben visibile
anche ad occhio nudo come un grazioso batuffolo verde. Per
ulteriori approfondimenti
www.corriere.it
nella rubrica Scienze. Nell'antica Cina, durante la
dinastia Ming, le Comete venivano considerate oracolo inviato
dagli Dei per annunciare buone notizie al Mandarino; oggi,
sappiamo che le Comete sono palle di ghiaccio sporco e polvere
protostellare, provenienti dalla fascia di Kuiper che si trova
ai confini del nostro Sistema Solare. Cieli sereni. 73.s de
iK7.ELN Giovanni.
![]() 02 Marzo 2009 N.E.O 2009 ASTEROID DD45
alle ore 14,00 U.T., l'Asteroide 2009 DD45, classificato N.E.O. (Near
Earth Object), con un diametro di 30 m., è passato radente alla
Terra, a circa 60.000 Km., pari al 20% della diastanza Terra-Luna.
Le immagini del transito ravvicinato al nostro Pianeta sono state
riprese dallo Skylive Telescope del'Osservatorio Astronomico Grove
Creek Observatory in Australia
www.skylive.it
gestito da Astrofili Italo/Australiani, con il consorzio dell'Unione
Astrofili Italiani. A dare l'allarme al Minor Planet Center - Allert
Center, in Inghilterra, hanno provveduto gli Astrofili Italiani,
Inglesi, Russi ed Australiani, che in quel momento effettuavano
osservazioni, utilizzando i 4 telescopi Skylive in configurazione
array. Il filmato del transito ravvicinato è visitabile su Youtube.
13 Febbraio 2009
SUPER BOLIDE SU ROMA
alle
ore 20:03:29 U.T., un Super Bolide, con magnitudine stimata -17, è
esploso sui cieli della Tuscia, a 40 Km. a Nord/Est di Roma, tra i
Comuni di Calcata e Rignano Sabino, provocando la caduta di
frammenti in una vasta area circostante e generando un enorme
bagliore, seguito da un forte boato. L'immagine in allegato
del Super Bolide è stata ripresa con le due videocamere della
stazione automatica di rilevamento del collega astrofilo Diego
Valeri, il quale, Domenica, 15 Febbraio 2009, ha effettuato un primo
sopralluogo sul posto, unitamente ai Carabinieri, per cercare di
recuperare i frammenti caduti al suolo. Lo stesso Diego Valeri,
sempre accompagnato dalle Forze dell'Ordine e da un buon numero di
volontari, si recherà nuovamente sul luogo dell'impatto Domenica 22
p.v. La notizia è stata immediatamente pubblicata sul Corriere
della Sera del 19 Febbraio 2009 ed è visitabile sul sito:
http://www.corriere.it nella
rubrica SCIENZE nell'articolo
intitolato "Caccia al Meteorite" a cura di Franco Foresta Martin.
![]() 10 Febbraio 2009 La collega Valeria Alya Flacco di I.A.R.A. Group Milano - Sezione di Ricerca Giove - ci segnala un forte brillamento solare (Solar Burst) avvenuto la sera del 10/2/09, alle ore 18:02:33 U.T. sulla frequenza di 20.100 MHz (non lontano dalla banda radioamatoriale dei 15 metri) sviluppando una temperatura di circa 500 gradi Kelvin. I brillamenti solari sono improvvise esplosioni che avvengono al di sotto della superficie solare (Fotosfera) e creano enormi squarci sulla Fotosfera (Flares) con la fuoriuscita di Plasma Solare. Il diagramma riporta il fenomeno rilevato in H.F, dal Gruppo di Ricerca Radio Giove; mentre le immagini, riprese dal satellite SOHO, con il sistema di rilevamento E.I.T. (Extreme Ultra Violet Imaging Telescope) riportano il bagliore procurato dall'evento esplosivo, la sera del giorno 10, sulla frequenza di 171 Angstrom (color blu) e di 195 Angstrom (color verde); e le immagini del giorno 11, rilevate sempre sulle stesse frequenze, con il particolare ben visibile dello squarcio (color bianco), a pochi gradi sotto l'equatore solare, nell'emisfero sud del Sole. 73.s de iK7.ELN Giovanni ![]() ![]() ![]() ![]() In occasione del pranzo sociale del 21 Dicembre 2008 "Natale in Associazione" Giovanni IK7ELN ci ha fatto questo stupendo regalo:
Tutta la sezione, tramite il ns. Presidente I8WWH Peppino ha ringraziato il nostro "ambasciatore" Giovanni ed il C.R.A. del Salento per lo splendido attestato ricevuto.
10 Gennaio 2009 UNA STELLA CHIAMATA SOLE
Presentazione
Abituati,
ormai, alla frenetica vita di tutti i giorni, non dedichiamo più lo
sguardo alle meraviglie dell’Universo, anche perché, l’inquinamento
luminoso, presente in ogni città, non ci consente più di osservare la
volta celeste. Eppure il Cielo è di tutti noi, patrimonio dell’UNESCO; e
l’Astronomia è nata con l’uomo. E, per il credente, la Genesi, riportata
all’inizio del Vecchio Testamento, rappresenta il primo trattato di
Astronomia. A tal riguardo, il grande scrittore Carl Sagan ci ricorda
che anche l’Uomo è frutto del Creato, perché le sue lacrime sono salate
come l’acqua del mare! Dunque, qualcosa che ci appartiene e che si trova
“appena” al di sopra delle nostre antenne radioamatoriali. Qualcosa di
nostro che, se di gradimento del lettore, andremo a riscoprire insieme,
partendoci dalla stella a noi famigliare, fonte di vita ed autore dei
nostri radio collegamenti: Il Sole.
E’ opportuno, prima di entrare nel vivo dell’argomento, tracciare un breve profilo di questo corpo celeste, evitando, però, di appesantirlo con difficili formule e calcoli empirici. Pertanto, mi limiterò a riportare l’essenziale, rendendo meno tediosa al lettore, la materia scientifica. Il Sole, dunque, la nostra stella, distante dalla Terra 150.milioni di Km., pari ad una U.A. (U.A. è acronimo di Unità Astronomica, e rappresenta l’unità di misura per i calcoli astronomici). Si, perché il Sole non è un pianeta ma una Stella del diametro di 1.392.000 Km., ovvero 109 volte più grande del diametro della Terra, composto per il 73% di idrogeno, per il 25% di elio e per il rimanente 2% di elementi pesanti. Quindi: una palla di idrogeno, che ruota su se stessa in circa 28 giorni e con una temperatura alla superficie (fotosfera) di circa 5800° K (5800 gradi Kelvin), da dove, essenzialmente, ci proviene la luce solare e dove si formano le “macchie solari”;
con una cromosfera (è quel sottile strato rossastro della superficie, dovuto all’emissione dell’idrogeno sotto forma di lingue di fuoco chiamate protuberanze, già osservate da G.Galilei nel lontano 1610), la cui temperatura è di 50.000 °K; ed, infine, con la corona solare, che circonda la cromosfera, e che si presenta come una aureola argentata, con una temperatura di 1.500.000 °K. A questo punto è facile pensare di quanti gradi è formato il Core (il Core è il nucleo centrale del Sole). Sono davvero tanti! Basti pensare che il Sole brucia circa 600 quintali di idrogeno al secondo, trasformandoli in elio (fusione termonucleare), di cui, una parte viene espulsa attraverso i buchi coronali sotto forma di vento solare che viaggia nell’Universo, mediamente a circa 800 Km al secondo, portando con se protoni e neutroni, i quali, dopo aver raggiunto gli strati alti della nostra atmosfera, interagiscono con gli elementi che la compongono, ionizzandone i vari strati e consentendo la riflessione delle onde elettromagnetiche, e cioè: il fenomeno della Propagazione. Ma di questo, parlerò più dettagliatamente, in seguito. Per il momento ci basti sapere che il Sole è un “caro amico”, in quanto, oltre a garantire la nostra esistenza, è l’artefice principale dei nostri collegamenti radio. A quanto detto fin qui, va aggiunto che il Sole, nonostante la sua grandezza, è classificato una stella di dimensioni mediocre (una nana gialla) con una vita di circa 10.miliardi di anni, di cui, 5.miliardi già consunti ed altri 5.miliardi da vivere, fin tanto che dura la fusione termonucleare. Poi, quando il Sole avrà bruciato tutto il suo combustibile (l’idrogeno), se Qualcuno dall’Alto non provvede a rifornirlo, avverrà l’Apocalisse, perché la forza di radiazione, che tende a espellere la massa di un corpo celeste, avrà il sopravvento sulla forza di gravità che tende a tenere unita la massa del corpo celeste; per cui, il Sole si espanderà per tutto il sistema solare, distruggendo Mercurio, Venere, la Terra, Marte. Giove, Saturno, ecc. ecc. Poi, quando la forza di radiazione avrà esaurito la sue energia, sarà la volta della forza di gravità che scatenerà una inaudita forza di contrazione tale da ridurre la nostra Stella ad una nana bianca, fino a culminare in un buco nero. Queste leggi, in equilibrio tra loro, governano l’Universo; e, se l’uomo vuole conservare la sua specie deve, necessariamente, trasferirsi altrove. Naturalmente, questo, ci fa capire che le stelle sono candele nucleari che brillano nel cielo notturno e che nascono e muoiono come ogni abitante del Creato. Adesso, lasciamo il Sole a svolgere il suo delicato incarico e ritorniamo sulla Terra, per meglio capire che cosa avviene negli strati alti della nostra Atmosfera. Precedentemente, ho già dato un accenno all’emissione di plasma e di vento solare “sparato” dal Sole in ogni direzione dell’Universo, quindi, anche verso il nostro Pianeta. Per nostra fortuna, la Terra è circondata da una specie di scudo spaziale: l’Atmosfera, la quale, non lascia passare tutte le radiazioni cosmiche, tanto meno le radiazioni solari (raggi X; raggi Gamma, raggi U.V. ecc), altrimenti sulla Terra non ci sarebbe formata la vita.
Di pari, l’Atmosfera terrestre si oppone alle radiazioni solari che il vento solare trasporta verso la terra (protoni, neutroni, elettroni); anche se, va detto che, qualche lunghezza d’onda dello spettro elettromagnetico, in modo particolare i raggi U.V., riescono a penetrare gli strati atmosferici e raggiungono la Terra. Infatti, la Medicina Ufficiale consiglia di non esporsi al Sole nelle ore centrali del giorno perché i raggi U.V. sono perpendicolari alla Terra e più dannosi per il corpo umano, in modo particolare alle donne che rischiano tumori al seno. La Terra, dunque, si fa carico di fronteggiare la forza dirompente del vento solare, interagendo con i gas presenti nell'Alta Atmosfera, sensibili al processo di ionizzazione su frequenze diverse dello spettro dell’Ultra Violetto. Ed ecco, perciò, gli strati ionizzati, pronti a riflettere le nostre comunicazioni radio a corta e lunga distanza, correlati alla frequenza ed all’altezza dello strato atmosferico ionizzato che, qui riporto, a seconda dell’altezza: strato D = 50/90 Km.; strato E = 90/180 Km.; strato F1 = 180/220 Km.; strato F2 = 220/500 Km. Ho volutamente riservato per ultima l’altezza che va da zero a 50 Km., perché è la Troposfera; cioè lo strato dove non avviene il processo di ionizzazione, ma è sede della climatologia terrestre, dove avvengono i fenomeni meteorologici; dove volano gli aerei di linea e dove, a volte, capita di effettuare inaspettati collegamenti radio via Troposcatter. Ma, che cosa succede quando non ce propagazione? La risposta è ovvia: l’attività solare è bassa, la quantità di protoni per cm/cubo presente nel vento solare è talmente minima che non riesce a ionizzare sufficientemente gli strati alti dell’atmosfera terrestre e, quindi, non avviene il fenomeno della riflessione delle onde elettromagnetiche. Tutto questo accade con una frequenza ciclica solare di 11 anni, con un minimo ed un massimo. Attualmente è appena cominciato il 24° ciclo solare e le immagini del sole da me osservate al telescopio, quasi quotidianamente, non mostrano macchie solari da un buon numero di mesi. A questo punto, si rende necessario dare alcune informazioni circa la sicurezza dell’osservazione solare, per evitare danni irreversibili alla vista all’incauto osservatore che, munito di strumento ottico (binocolo, cannocchiale, telescopio) senza l’uso di filtri appropriati, tenti di osservare il Sole: Attenzione, si rischia l’immediato prosciugamento del sacco congiuntivale ed il distacco della retina oculare, ovvero la cecità! Insomma, è proprio il caso di dire: ... occhio, ragazzi! Quindi, per poter osservare il Sole in tutta sicurezza, occorre munire l’apparato ottico di filtri solari a tutta apertura, montati nella parte anteriore dello strumento ottico, riferiti al tipo di fenomeno che si vuole osservare (macchie solari, granulosità fotosferica, filamenti, protuberanze, flares) sono in commercio diversi tipi di filtri solari che lavorano sulle varie lunghezze d’onda: filtro in luce bianca Astrosolar; filtro sulla riga del ferro Black-Polimer; filtro sulla riga dell’Idrogeno alfa Ha; filtro sulla riga del Calcio Ionizzato CaK; ne consegue che l’uso di vetrini neri per le saldature o di vecchie pellicole radiografiche non sono affatto sicuri, in quanto non riescono a contenere tutte le radiazioni solari presenti sulle varie lunghezze d’onda. Ma, il Sole si può “osservare” anche con i nostri apparati radio, in maniera indiretta, valutando attentamente gli effetti della propagazione e confrontandoli con il satellite SOHO – Solar and Heliospheric Observatory sul sito sohowww.nascom.nasa.gov (il satellite Soho della NASA è posizionato a 15.milioni di Km. dalla Terra e osserva il Sole sulle varie lunghezze d’onda, rilevando anche la velocità del vento solare e la quantità dei protoni contenuti per cm/cubo) oppure consultando i dati del flusso solare, in tempo reale, sul sito http://hfradio.org/propagation.html dove è possibile osservare anche le latitudini delle Aurore Boreali. Mentre la Comunità Scientifica si avvale di potenti Radiotelescopi (in Italia il Radiotelescopio Croce del Nord di Medicina – Bologna ed il Radiotelescopio VLBI di Noto – Siracusa) per osservare l’attività solare nella banda radio dello spettro elettromagnetico. Ma, nell’Universo, ci sono altri Soli? I passi da gigante fatti nella ricerca astronomica in questi ultimi 50 anni, hanno fatto si che, potenti telescopi spaziali, quali: l’Hubble Space Telescope e lo Spitzer, collocati al di fuori dell’atmosfera terrestre, ci mostrassero circa 300 sistemi solari presenti in altre Galassie, dove altre stelle che bruciano idrogeno, taluni con una massa molto più grande del nostro Sole, altri con una massa più piccola, attraggono, per effetto di gravità, altri pianeti, che gli Astrofisici chiamano: Esopianeti.
Ma, di
questo, magari, ne riparleremo nel prossimo articolo, sempre che di
vostro gradimento.
1 DICEMBRE 2008 OCCULTAZIONE DI VENERE Foto inviate a IK7ELN dal Centro di Ricerca Astronomica "I.Newton" di Lecce
3 MARZO 2007
Spedizione Scientifica
SELENE
2007
Eclisse Totale di Luna
RIONERO (PZ) - MONTE VULTURE 1330 m.
il quale, in occasione di un incontro
avvenuto presso il radiotelescopio “Croce del Nord” di Medicina, mi
prospettò l’idea di realizzare una spedizione scientifica in
Basilicata, e, più precisamente, sulla vetta di Monte Vulture, nel
Comune di Rionero in Vulture (Potenza); in quanto, a suo dire,
avremmo beneficiato della collaborazione dell’Associazione di
Protezione Civile “I lupi del Vulture”, magistralmente diretta da
suo padre, IZ8EMA, Carmine Barisiello e dei colleghi della Sezione
ARI di Melfi. Pertanto, dopo alcuni incontri tenuti nella sede del
COM di Rionero in Vulture ed alcune ricognizioni sulla cima del
Monte Vulture, fu deciso il programma della serata, così articolato:
una conferenza presso il centro sociale “Pasquale Sacco” di Rionero;
un sito osservativo su Monte Vulture, a quota 1330 s.l.m.; lat.
40°55’ N – 15°40’ E; QTH locator JN70UW;
composto di
telescopi di vario diametro di apertura, di binocoli astronomici, di
uno spettroscopio e da una stazione meteorologica; inoltre, da una
stazione radio e da un computer, entrambi necessari per mantenere i
contatti, in UHF ed in internet con lo staff IARA di Polignano a
Mare (Bari), la dove, utilizzando il radiotelescopio di IZ7EVR
Michele Mallardi, avrebbero osservato l’eclisse sulla banda radio
dello spettro elettromagnetico, sulla frequenza di 11 GHz, per
rilevare l’emissione termica della superficie lunare, durante le
fasi dell’eclisse. Ad appoggiare l’iniziativa, provvidero la
Provincia di Potenza ed il Comune di Rionero in Vulture; ma, anche
gli istituti scolastici cittadini, fortemente interessati a
coinvolgere i ragazzi, nell’intento di strapparli dalla piaga
dell’ozio della strada. Straordinario chairman del convegno: IZ8FMF,
Luigi Ciccarelli della Sezione ARI di Portici, accreditato presso la
Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – FERPI. Insomma, tutte le
previsioni favorevoli di una serata carica di cultura e ricca di
emozioni. Meno favorevoli, invece, le previsioni meteorologiche
previste per Sabato, 3 Marzo 2007, le quali, alla nostra latitudine,
prevedevano cielo nuvoloso, vento forte e avviso di rovesci!
Nonostante i cattivi presagi meteorologici, alle ore 18,00 in punto
del 3 Marzo, come da programma, IK8FMF, Luigi Ciccarelli, alla
presenza delle autorità intervenute ed a un folto pubblico presente
nella sala convegni del centro sociale, ha mollato gli ormeggi ed ha
dichiarato aperta la conferenza. Così, dopo il messaggio di
benvenuto da parte delle autorità cittadine, il conduttore della
serata ha presentato il primo relatore: IW7DEC Roberto Di Leo, che
ha trattato l’argomento “Radiocollegamenti via Meteorscatter”.
Supportato da interessanti immagini proiettate in sala, Roberto, ha
informato il pubblico presente, composto anche da numerosi OM circa
le tecniche usate dai radioamatori per effettuare collegamenti a
lunga distanza, utilizzando gli strati atmosferici, ionizzati a
seguito di impatti meteorici; e, di conseguenza, lo studio ed il
monitoraggio degli sciami meteorici che la Terra incontra nel corso
del suo movimento di rivoluzione intorno al Sole, sfruttando il loro
radiante e lo ZHR (Zenital Hourly Rate). Interessante anche la
relazione di IZ8DWG, Onofrio Barisiello, il quale, avvalendosi di
apparecchiature multimediali, ha disquisito sui primi collegamenti
radio effettuati dal grande maestro Guglielmo Marconi, per
concludere, poi, con le modernissime tecniche di collegamento via
Earth-Moon-Earth, usate dai radioamatori per i collegamenti via
Luna. A seguire, il Dott. Vito Rosa, ricercatore dell'Associazione
Lucana Astrofili, con la relazione “Aristarco e la Luna” che ha
riportato indietro nel tempo, tutti i presenti, e cioè, a quel
lontano 310 a.C., quando Aristarco di Samo, senza l’uso di
sofisticati strumenti di misura, con la capacità dell'intuito, diede
il via alla ricerca sul nostro satellite. Quando poi, l’amico Luigi
Ciccarelli, ha presentato la mia relazione “La Luna, un sasso senza
tempo?”, usando la fantasiosa macchina del tempo, che è in ognuno di
noi, ho invitato tutti i presenti a fare un viaggio nel futuro,
commentando le suggestive immagini proiettate in sala, relative alla
enorme distesa di ghiaccio scoperta nel cratere Aitchen, al polo sud
lunare, dalla sonda Clementine e, successivamente, confermata dalla
sonda Lunar Prospector. Inoltre, attraverso le immagini dell’impatto
della sonda Smart One, attentamente seguito dai ricercatori del
radiotelescopio “Croce del Nord” di Medicina (Bologna) e del
radiotelescopio “VLBI” di Noto (Siracusa), nell’intento di rilevare
un maser della presenza di acqua e nella ricerca di possibili strati
atmosferici nella tenue atmosfera lunare, ho informato loro circa il
nuovo interesse per la Luna, da parte della NASA e dell’ESA e,
quindi, il programma di nuove missioni lunari. Ed infine, le
immagini futuristiche del progetto “Quiet Cone”, relativo alla
costruzione di un grande radiotelescopio, nel cratere Daedalus,
situato sulla faccia nascosta della Luna, necessario per sfuggire
all’inevitabile inquinamento elettromagnetico, provocato dagli
abitanti del pianeta Terra. Al termine del convegno, i relatori sono
stati avvicinati dai giornalisti televisivi e della carta stampata,
per attingere ulteriori informazioni, utili a commentare le immagini
televisive riprese nel corso del loro intervento (per l’occasione,
erano presenti: RAI TRE Basilicata ed alcune emittenti libere) e
stilare articoli scientifici sulle testate dei giornali. Non da
meno, dal numeroso pubblico presente, soprattutto alunni e docenti,
avidi di conoscere informazioni scientifiche, anche diverse dalla
materia trattata nel corso della serata. Fin qui, la prima parte del
programma, conclusosi con la cena sociale, svoltasi presso un
caratteristico locale di Rionero, a base di tipiche pietanze lucane,
egregiamente annaffiate dal generoso “Aglianico del Vulture” e, che,
ha visto riuniti radioamatori ed astrofili, discutere insieme di
argomenti di natura tecnico-scientifica e scambiarsi amichevolmente
le loro esperienze. A tal proposito, va aggiunto che, un buon numero
di astrofili, fiduciosi del clima quasi sempre sereno del meridione
d’Italia, erano giunte da varie regioni, con i loro strumenti
ottici, affrontando un buon numero di chilometri di viaggio. Ma,
tanta perseveranza, alla fine, fu premiata; in quanto, IZ8EMA
Carmine Barisiello, via radio, ci sollecitò a raggiungere la
postazione osservativa, perchè il sistema nuvoloso,
inaspettatamente, cominciava a diradarsi, aprendo uno stupendo
squarcio di cielo sereno e mostrando la Luna già in fase di eclisse.
Ipso facto, salimmo sulla cima del Vulture e, poiché la coda della
perturbazione era caratterizzata da forti raffiche di vento,
decidemmo di trasferire il sito osservativo e le apparecchiature
radio ad una quota più bassa. Come per una gara di solidarietà,
furono veramente tanti ad aiutarci a trasferire tutte le
attrezzature a quota 650 s.l.m.; dove, sull’enorme piazzale
antistante la sede della Protezione Civile, a tempo di record, fu
riallestito tutto, eliminando anche il generatore di corrente,
poiché attingevamo la rete elettrica direttamente dai locali della
sede del COM. Nel nuovo sito eravamo al sicuro e sotto vento,
l’anemometro della nostra stazione meteo segnava soltanto 2 nodi
(bava di vento); la temperatura era sopportabile (11,3°C) e la
percentuale di umidità accettabile (57,9%); i telescopi non
vibravano più e le ottiche si erano già acclimatate (elemento
indispensabile per consentirci di effettuare le riprese fotografiche
in maniera del tutto stabile). Incoraggiato dalla nuova situazione
favorevole, decisi di puntare anche lo spettroscopio solare per
rilevare se, durante le fasi dell’eclissi, si verificavano
variazioni nell’esame spettroscopico lunare. Ed, a quanti mi
chiedevano, incuriositi, che cosa fosse “l’argagno” che stavo
usando, spiegai loro che la spettroscopia lunare è identica alla
spettroscopia solare, in quanto, la Luna non brilla di luce propria
ma di luce riflessa dei raggi del Sole; e, che, la scomposizione dei
colori (l’iride) che gli feci osservare nello spettroscopio, era la
stessa scomposizione dei colori rilevabili sulla fotosfera solare,
dovuta alla temperatura dei gas presenti nel Sole. Devo dire che, i
più interessati erano gli studenti delle scuole superiori, i quali,
simpaticamente, ci bombardarono di domande sull’evento astronomico
del quale erano spettatori; sulle nostre tecniche di osservazione e
sulle attrezzature per le comunicazioni radio con la postazione di
Polignano a Mare. Erano, ormai, le ore 2,30 di domenica 4 Marzo
2007, quando, un nuovo banco di nuvole, alto e stratificato, si
presentò inesorabile e pose fine alla serata, rimandando tutti a
casa. Ovviamente, eravamo davvero soddisfatti, perché, tutto
sommato, eravamo riusciti a svolgere il programma, in tutte le sue
parti; eravamo riusciti a riprendere belle immagini fotografiche ed
eravamo riusciti a raccogliere importanti dati. Ma, soprattutto,
eravamo riusciti a cogliere la simpatia dei giovani di Rionero in
Vulture, i quali, attesero che caricassimo tutta la nostra
attrezzatura in macchina, per salutarci ed invitarci a ritornare per
rivivere insieme altre esperienze come questa. Di pari, ci assicurò,
via radio, IZ7EVR Michele Mallardi. Il prossimo appuntamento con la
dea Selene sarà il 14 Dicembre 2029. Ed, in attesa che venga quel
giorno, noi faremo sacrifici propiziatori con altri dèi mitologici
del nostro sistema solare!
di
iK7ELN Giovanni Lorusso
CORSO U.A.I. 10 FEBBRAIO 2007 MEDICINA (BO) TUTOR RADIOASTRONOMICI
PARABOLOIDE DA 32 m.
Ultimo aggiornamento: 16-02-10 |