...WELCOME IN MY WEB SITE... I'M MEMBER of PROTEZIONE CIVILE, ARI, FIRAC (GIRF), SALENTO DX TEAM, 425 DXNews, WORLD WIDE YOUNG CONTESTERS, HF MOBILE CLUB, WAVE MASTER TEAM, IARA GROUP, STRANGE RADIO TEAM, VULTUR RADIO CLUB...GOOD DX DE IZ8DWG Onofrio...

 

 

 

HOME

CHI SONO I RADIOAMATORI
IZ8DWG Info
MAILING LIST
PHOTO and DX

PROJECTS  AND DOWNLOAD

LINK'S
GUESTBOOK
MODULISTICA E NORMATIVA
QSL MANAGER
DIPLOMI AWARD
PACKET CLUSTER 

IK1ZNW-6
IK8VRN TELNET
IZ8FST TELNET
IR8AW TELNET       IK5PWJ-6                        WEB  CLUSTER ARI TRIESTE       

MY LOG SEARCH CALLSIGN:

 
PREGHIERA DEL RADIOAMATORE
PROPAGAZIONE

PROPAGAZIONE INGV


 

ASCOLTA LE HF!

 

Google

INFORMAZIONE:

Logo Trenitalia

Design by 7dana.com

Logo

Logo

 

Osservatorio Vesuviano - Home Page

logo Tele P A

HAM:

HamRadio Callsign:

 

Richiedilo subito! WorldCall 2004
by IK1MTT
Qui è possibile consultare e aggiornare i propri dati sul Callbook Italiano !
Call

 

MAP POSITION
La posizione di:

 
 
 
 
 
METEO LIVE:
 

 

EuroMETEO (r)

 

SAT TRACK

NASA

GRAY LINE

ISS LOCATION

ANTARTIC

UNIONE ASTROFILI

INAF

 

 

RADIOTELESCOPIO MEDICINA "CROCE DEL NORD"

Guida all' osservazione del Cielo

LUNA LIVE

Fasi della Luna per il mese corrente

SOLE LIVE

 

 

 

 

 

 

Questa è la mia regione!!

 

 

 

Nacque nel mio paese un temuto "fuorilegge" il capobanda dei briganti "Carmine CROCCO", nella foto, sulla cui testa pendeva una taglia di £. 20.000!!

STORIA DEL BRIGANTAGGIO:

Il periodo di più aspra lotta brigantesca si apre nel Mezzogiorno d'Italia all'indomani dell'occupazione militare del Regno delle Due Sicilie e la sua susseguente annessione al nascente Regno d'Italia. Le bande di briganti, in questo periodo erano composte non solo da delinquenti comuni ma anche da ex soldati del disciolto esercito duosiciliano, rimasti fedeli alla dinastia borbonica, e da contadini che lottavano contro i latifondisti che, nonostante il cambio di sovrano, continuavano a detenere tutta la terra del meridione, rendendo i contadini di fatto servi della gleba. Altri motivi che spingevano alla macchia i contadini erano costituiti dalla privatizzazione delle terre demaniali dalla leva obbligatoria introdotti dal governo unitario, oltre ad una tassazione più elevata di quella precedentemente in vigore ed il mancato miglioramento da parte del nuovo governo delle durissime condizioni di sfruttamento e sopraffazione. Da ultimo, ma non per importanza, l'occupazione piemontese era sentita dalla popolazione come una minaccia alle proprie fede e alle proprie tradizioni. L'arretratezza delle infrastrutture e della rete viaria del mezzogiorno, infine, facilitavano grandemente l'occultamento delle bande brigantesche. Per contenere il brigantaggio post-unitario venne emanata, nell'agosto 1863, la "famigerata" legge Pica. Tale legge, contraria a molte disposizioni costituzionali, colpiva non solo i presunti briganti, ma affidava ai tribunali militari anche i loro parenti e congiunti o semplici sospetti. Gli effetti della legge Pica furono resi ancora più gravi dallo spregiudicato modo in cui furono attuati i suoi cinque articoli: fucilazioni sommarie ed incendi di villaggi in cui si rifugiavano i briganti erano all'ordine del giorno. A partire dal 1870, salvo le azioni di poche ed isolate bande di irriducibili, vista l'impossibilità di ottenere risultati politici e per non logorarsi in un'eterna guerra civile, il brigantaggio volgeva gradualmente al termine. I problemi che lo avevano originato restavano però irrisolti, e in seguito per molti abitanti del sud l'unica speranza di sopravvivenza fu legata all'emigrazione. Secondo le stime di alcuni giornali stranieri che si affidavano alle informazioni "ufficiali" del nuovo Regno d'Italia, dal settembre del 1860 all'agosto del 1861 vi furono nell' ex-Regno delle Due Sicilie 8964 fucilati, 10604 feriti, 6112 prigionieri, 64 sacerdoti, 22 frati, 60 ragazzi e 50 donne uccisi, 13529 arrestati, 918 case incendiate e 6 paesi dati a fuoco, 3000 famiglie perquisite, 12 chiese saccheggiate, 1428 comuni sollevati. (poiché ufficiali c'è da considerare che come tali queste cifre erano sicuramente sottostimate dal ministero della guerra, nonostante si riferissero ad un solo anno).  Lo squilibrio strutturale tra nord e sud d'Italia verrà riscoperto alcuni anni dopo dalla nuova classe politica italiana col nome di questione meridionale. Alcuni storici propongono di rivedere i capitoli che riguardano l'insegnamento di alcune pagine del recente passato italiano. In parte è in corso una rivendicazione del ruolo svolto dal sud come finanziatore dello sviluppo industriale dell'ex regno del Piemonte; in altra parte viene accentuato un discorso di storia economica e monetaria come elemento chiave per capire gli squilibri nord-sud.

 

 STORIA DEL CAPOBRIGANTE CROCCO DI RIONERO: 

 

La guerra civile, perché questi sono i caratteri che drammaticamente assunse quella rivolta, durò oltre cinque anni ed interessò tutta la Basilicata e le regioni limitrofe.

L'alveo delle forze dei briganti divenne il Vulture ed il suo capo più rappresentativo fu . Carmine Donatelli Crocco (Rionero in Vulture(PZ) 1 giugno 1830 - Portoferraio 18 giugno 1905) è un famoso brigante che si oppose alla conquista del Sud Italia da parte dei piemontesi nel periodo che va dal 1860 al 1870.

Fuoriuscito dall'esercito borbonico perché reo d'aver ucciso un compagno, Crocco aveva partecipato ai moti unitari del '60 ma non avendo ottenuto l'amnistia preferì al processo la strada dei boschi.

Crocco riuscì ad aggregare un esercito di oltre 2000 uomini, la maggior parte dei quali contadini disillusi e minacciati dalle ordinanze del Governo pro-dittatoriale che prevedevano la pena di morte per chi partecipava ai moti di occupazione e rivendicazione delle terre.

Le ostilità si aprirono l'8 aprile del 1861 con l'assalto a Ripacandida, seguito da quello di Venosa, dove trovò la morte Francesco Saverio Nitti.

L'occupazione si diffuse nel Vulture e talvolta i briganti vennero accolti come liberatori dalle popolazioni affrante e sopraffatte dalla miseria.

Nell'ottobre del 1861, dopo l'assalto a Ruvo del Monte ed il violento scontro accaduto in agosto con i reparti dei Bersaglieri fra Avigliano e Calitri, ai briganti di Crocco e Ninco Nanco si affiancò Josè Borjes, il generale catalano spedito alla ventura nel tentativo di rinfocolare la reazione borbonica nel Mezzogiorno.

L'impresa di quest'ultimo fu, tuttavia, inutile e disperata, poiché, seppure cercò per diversi mesi di guidare la rivolta al fianco di Crocco, dovette prendere atto della sostanziale indifferenza dei briganti agli astratti programmi politici di restaurazione borbonica.

Dopo aver fallito il tentativo di occupare Potenza nel novembre del 1861, Borjes fu disarmato ed allontanato da Crocco, morendo poi fucilato dai bersaglieri presso Tagliacozzo l'8 dicembre dello stesso anno.

Nella primavera successiva, trascorso l'inverno negli impenetrabili rifugi del Vulture, i briganti tornarono all'attacco e nel 1862 la lotta si fece agguerritissima al punto che in agosto il governo proclamò lo stato d'assedio.

 

Il brigante Carmine Donatelli, detto Crocco

Il brigante Carmine Donatelli, detto Crocco

 

Proprio in quel periodo, tramite la mediazione di autorevoli esponenti della borghesia locale si era giunti ad un accordo con Crocco ed altri 500 briganti, convinti ad abbandonare il campo con promessa di rifugio sicuro su un'isola

 L'infanzia

Carmine Donatelli Crocco nasce in una capanna di foglie e fango il 5 di giugno dell'anno 1830, in quello che era una paese di 10000 abitanti all'epoca: Rionero in Vulture. Figlio di Francesco Crocco Donatelli, pastore presso la ricca e nobile famiglia Fortunato e di Maria Gera di Santo Mauro, massaia tutta casa e famiglia, secondogenito di cinque figli ha la vita segnata all'età di sei anni, quando con il fratello Donato uccise un cane reo di aver mangiato un coniglio di famiglia. Il cane apparteneva ad un signorotto del paese che sapendo dell'accaduto picchio Donato, la disgrazia volle che la madre incinta di cinque mesi si contrappose tra il signorotto e suo figlio subendo un forte calcio al ventre che la costrinse a letto per ben tre anni. Successivmente il signorotto, tale don Vincenzo, venne colto da alcuni colpi d'arma da fuoco senza subire nessun danno fisico, incolpato di tutto fu il padre di Carmine che venne imprigionato. Questo episodio segnerà per sempre la vita di Carmine Donatelli Crocco che diventerà poi il grande Crocco ancor oggi ricordato dalla maggiorparte dei cittadini lucani.

L'adolescenza

Con il padre in carcere ingiustamente, e una madre ormai diveuta pazza il giovane Carmine con il fratello Donato va a lavorare come pastore in Puglia, più volte ritornò a Rionero in quel periodo ma la madre non lo riconobbe mai. Il padre intanto veniva scarcerato dopo 31 mesi poiché palesemente non colpevole ma la sua rimaneva comunque una libertà condizionata. Crocco ha 15 anni, quando salva dalle acque dell'Ofanto un nobile del posto che gli regala 50 scudi e gli permette di ritornare nella sua amata Rionero dopo ben 5 anni di soggiorno come pastore in Puglia. Tornato a Rionero il giovane Carmine inizia a lavorare come contadino presso la masseria di un certo Lo Vaglio e qua che conosce il figlio di colui che picchiò sua madre, costui offrì al giovane Carmine la possibilità di non prestare il servizio militare. Disgrazia volle che il giovane venne assasinato e quindi colui che sarebbe diventato Crocco si ritrovò nell'esercito di Ferdinando II, primo reggimento d'artiglieria.

Il primo omicidio

Siamo nel 1851 con la sorella a casa a lavorare per tante ore al giorno, Crocco riceveva notizie della sua Rionero solo con le lettere della stessa sorella divenuta ormai maggiorenne, in una di questa la sorella parlava di un tale don Peppino e di una certa Rosa che cercarono di importunare l'animo candido della sorella. Alla prima occasione utile Carmine torna a Rionero e, per vendicare quello che aveva subito la sua unica amatissima sorella Rosina, uccide con una pugnalata don Peppino. Dapprima rifugiatosi nella boscaglia, viene catturato e condannato. Da allora cominciò la sua vita da brigante.

Brigantaggio

Nel 1852 disertò e costituì con Ninco Nanco e Vincenzo Mastronardi una banda armata, che si insediò nei boschi di Monticchio e visse di rapine e furti fino all'arresto, avvenuto il 13 ottobre 1855. Fu condannato a 19 anni di carcere da scontare nel carcere di Brindisi di Montagna da cui evase nella notte tra il 13 e 14 dicembre 1859 tornando nei boschi di Monticchio.

Si unì quindi ai moti liberali di Rionero il 17 agosto 1860 sperando di ricevere la grazia. Tuttavia Decio Lordi, vicegovernatore, lo fece condannare per il sequestro di Michele Anastasia, avvenuto prima dei moti risorgimentali agostani. Con l'aiuto di alcuni amici, Crocco tentò la fuga verso Corfù ma venne sorpreso a Cerignola e nuovamente incarcerato. Evase nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 1861 con l'aiuto del movimento legittimista rionerese, movimento a cui subitò aderì, con l'incarico di reclutare soldati rimasti fedeli ai Borbone.

Il 7 aprile occupò il castello di Lagopesole e il giorno successivo entra e saccheggia Ripacandida, sconfiggendo la guarnigione locale della Gurdia Nazionale. Crocco dichiarò subito decaduta l'autorià sabauda ordinando di rimettere gli stemmi e i fregi di Francesco II. Il 10 aprile, dopo la resa incondizionata della Guardia Nazionale, l'esercito di Crocco entrò a Venosa, anche essa saccheggiata e anche qui fu istituita una giunta provvisoria. A Lavello e poi a Melfi, il 15 aprile, Crocco fu accolto trionfalmente, intanto a Rionero si stavano preparando i rinforzi. Tuttavia cadde dopo numerosi scontri anche la città natale del brigante. Insorgono anche molti paesi del materano e del lagonegrese.

Solo due giorni dopo però l'esercito di Crocco fu costretto a ritirarsi verso l'Ofanto a causa dei massicci rinforzi alla Guardia Nazionale inviati dal governo regio. Nei giorno successivi tutti i paesi insorti e occupati furono riconquistati, ristabilendo l'autorità sabauda. Crocco e la sua banda vissero nei boschi sperando in un provvedimento di clemenza. Dopo la disfatta, avvenuta sull'Ofanto il 25 luglio, fuggì nello Stato Pontificio, che aveva sostenuto la causa legittimista. Fu invece invece catturato a Veroli e incarcerato a Roma. Dopo la presa di Roma fu rilasciato alle autorità italiane e a Potenza fu condannato a morte l'11 settembre 1872. La pena fu commutata nei lavori forzati a vita, da svolgersi nel carcere di Portoferraio, dove morì il 18 giugno 1905

Tra i suoi 43 capi banda i più noti sono:  

Ninco Nanco, Vito La Bella, Andrea Santoro noto come Merluzzo, Francesco Coviellonoto come Colamecca di Avigliano, Giuseppe Trotta e Angelo Romaniello di Avigliano, Giuseppe Caruso di Atella, Nicola di Biase e Michele Larotonda di Ripacandida, Giovanni e Michelangelo Coppa, contadini di San Fele, noti come Fortunato, essendo figli naturali di Fortunato di Rionero; Luigi Romaniello contadino di Rionero, noto come Chiofaro, Giovanni Volonnino di Rionero, Michele Volonnino di Barile, e molti altri ancora che terrorizzavano l'intero "Meridione", rifugiandosi nella folta selva dei boschi del Vulture e dell'Appennino, (infatti qui sotto è rappresentata la grotta di Crocco, molto ben nascosta dietro la Badìa di San Michele) spalleggiati anche dalle Brigantesse (mogli o conviventi dei Briganti) tantochè la Commissione per la repressione del Brigantaggio della Provincia di Basilicata, deliberò nel 1864 che chiunque assicurava alla giustizia in un modo qualunque i capo briganti, aveva un premio in denaro.Per tre capo briganti la somma corrispondeva a £.47.000!!! Cifra da capogiro allora!!! I capo briganti erano: Crocco (£. 20.000), Ninco Nanco (£. 15.000), Angelantonio Masini (£. 12.000)

  This is my stupendous zone.

It was born in my small city a feared "outlaw" the brigands' ringleader "Carmine CROCCO", in the photo, on whose head hung a ransom of £. 20.000!! Because with its gang of loyalist borbonicis, immediately fought a desperate battle against the Piedmontese in the following years to the unification of Italy. He picked up near the wood of Lagopesole in 1861 "voluntary" between deserters and country poor men and it distributed them in 43 gangs it divided in sections of 20 men to the command of a sergeant coaudivato from two lance-corporals. 
Crocco named his lieutenant the barber says Vincent MASTRONARDI Staccone of Ferrandina (MT). 
Among his 43 heads gang the most known are: 
Ninco Nanco, Vito La Bella, Andrew Santoro known as Codfish, Francis Coviellonoto as Colamecca of Avigliano, Joseph Trotta and Angel Romaniello of Avigliano, Joseph Caruso of Atella, Nicola of Biase and Michael Larotonda of Ripacandida, Giovanni and Michelangelo Coppa, farmers of St. Fele, known as Fortunato, being natural children of Fortunato of Rionero; Luigi Romaniello farmer of Rionero, known as Chiofaro, Giovanni Volonnino of Rionero, Michael Volonnino of Barile and many other anchor that terrorized the whole one "South", sheltering herself in the thick forest of the woods of the Vulture and the Appennino, (in fact here under the cave of Crocco he is represented, very well hidden behind the Badìa of St. Michael) also backed up by the Brigantesses (wives or cohabitants of the Brigands) tantochè the Committee for the repression of the Brigandage of the Province of Basilicata, deliberated in 1864 that whoever assured to the justice in any way the head brigands, it had a prize in denaro.Per three head brigands the sum it corresponded to £ .47.000!!! dizzying Figure then!!! The head brigands were: Crocco (£. 20.000), Ninco Nanco (£. 15.000), Angelantonio Masini (£. 12.000)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAPOSTAZ.it - il sito del R.C.T. (regolamento circolazione treni)

Vissza

HA8UG WEB SITE-it

Return Home

 

i6BS Ham Radio - Italy

ik3qar.it

 

 

Sezione dedicata al W.A.I.L.

 IK1QLD Radioamatore

 

Benvenuto su Il Portale del Radioamatore

 

 

Elettrolitico.Com

Mondo Radio ...mania!

 

download Portale per Radioamatori

NASA

 

Six Italia Homepage

rapportoradio

 

Azinet - La vetrina delle aziende

4 fun

Tuning Online - Il portale sul mondo delle elaborazioni estetiche e meccaniche per le automobili

 

 

Tutto Gratis

 

 

Benvenuti a Mangiare Bene

 

Image